Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure



Regole del forum
Rivarossi-Memory.it
"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
Già da tempo in contatto con loro, abbiamo insieme deciso di creare una sezione del forum dedicata al loro sito.
Naturalmente per prima cosa, per chi non l'avesse ancora fatto, vi consiglio di andare a visitare il sito http://www.rivarossi-memory.it e di studiarlo per bene visto che contiene buona parte della storia del fermodellismo Italiano per poi venire qui e parlarne con noi e con loro!
Vi aspettiamo numerosi!!!
Lo staff di ferramatori.it e di rivarossi-memory.it"

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 14 mag 2012, 18:27

Per le lenticole (che il nome sia corretto o meno) una volta che la loco viaggia ... VABBENECOSI'! Me la andrò a studiare per mia cultura: si tratta di una soluzione tecnica allora in voga ed ora obsoleta che è bene conoscere (e che va - credo - presa per quello che è) .

Per il carrello infine: l'articolo me lo sono letto però - oltre il gancio che manca - credo che la situazione sia leggermente diversa da quanto descrivi: la vite "fa presa" ma non mi fido a ... "farla tirare" più di tanto.

Andrò a (ri)verificare ma credo che un riempimento del foro (con cosa?) e successiva rifilettatura, magari con la stessa parker che lo chiude, potrebbe (già) essere la cura ... O NO?;-)

Quanto al gancio dietro, se è vero che una FB difficilmente "manovrerà" è parimenti vero che (nelle mie condizioni) difficilmente trainerà ... :cry: :cry: :cry: per cui, forse, val la pena di aspettare (di trovare un gancio di ricambio) prima di riparare. Sinceramente NON so ...

Tempo addietro mi spiegarono che non si spoglia mai una altare per vestirne un altro ... ;-)

Vi terrò - comunque - aggiornati. Di nuovo GRAZIE!

Francesco
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda Talgo49 » 14 mag 2012, 21:57

FastFranz ha scritto:Quindi, se ben comprendo le ruore indicate dalle frecce blu (oppure il contrario secondo "da che parte si guarda" ), ed appoggiando la loco sui binari, sempre se ben comprendo, dovrebbe "andare" normalmente ...

Certo che funziona (se tutti i fili sono collegati); per convenzione per "lato destro o sinistro" si intende quello che vede il macchinista guardando in avanti dalla cabina di guida.

Per quanto riguarda il valore dei modelli concordo con Oliviero sul fatto che ogni modello ha il valore che gli si vuol dare, naturalmente non sto parlando di modelli di particolare pregio per fattura o storia. Seguendo eBay puoi avere un'idea dei valori di mercato, anche se ogni tanto c'è qualcuno che esagera; ho la forte impressione che l'avvento di Rivarossi Memory abbia contribuito, come effetto collaterale, a far aumentare in Italia i prezzi dell'usato per Rivarossi e Pocher. L'importante è non farsi affascinare dei vari "raro", "rarissimo" ecc. Se posso esprimere una mia personalissima opinione sulle valutazioni delle FM, dividerei i valori in due epoche: prima e dopo il catalogo 1959. I modelli a partire dal 1959 sono i più comuni e si trovano ancora parti di ricambio o rottami da cui recuperare parti; per un modello in ottime condizioni le valutazioni possono variare tra i 40 Euro per un'unità A, ai 70/80 per una A+B fino ai 120 di una tripla. Ad esempio, fino a poco tempo fa è rimasta a lungo su eBay Italia una tripla Santa Fe a 250 Euro che credo proprio sia rimasta invenduta; io ne ho comprata una perfetta circa a metà prezzo, basta saper attendere. Per questo periodo credo che la più rara sia la singola Pere Marquette.
Una cosa ben diversa sono le FM pre-1959, difficili da trovare e con i carrelli preda della peste della zama. Qui non mi sento in grado di ipotizzare prezzi, che però senza dubbio salgono. Una prima discriminate è se il modello ha il telaio in plastica o ancora quello in lamiera; fanno un po' da calmiere ai prezzi i modelli prodotti per Lionel di cui si trovano negli USA alcune livree a prezzi accessibili. Western Pacific, Wabash e Illinois Central sono le più "facili" da trovare mentre Monon, Chicago & Northwestern, Southern Pacific e Texas & Pacific sono decisamente rare. Dato che negli USA non è ancora scattata la molla dei Rivarossiani si possono ancora fare dei buoni colpi, io ho trovato una tripla A+B+A Wabash veramente fantastica per un centinaio di dollari ed una unità B, sempre Wabash, addirittura ancora lucida per 46 dollari. Ma riconosco che questi sono colpi di ass1 . Recentemente una tripla Illinois Central A+B+B (sì, due unità B) è stata venduta per 246 dollari. Ci sono infine la scatola di montaggio SM FM e soprattutto la doppia A+A in CA, quest'ultima una vera giuggiola!

Per quanto riguarda i ganci non vedo particolari problemi. Dopo aver consolidato i fori nei carrelli come descritto da Oliviero non ti resta che montare i ganci giusti. Anzitutto l'accoppiamento tra unità A e B corretto è quello mostrato nella tua prima foto, l'unità A è già a posto: uncino sul frontale e anello sul retro. Per l'unità B devi solo montare uno dei due ganci "normali" che attualmente appaiono tra le due unità sempre nella prima foto, sul retro (cioè lato tappo) e costruirti un gancio adatto per agganciare le due unità. Nella foto di Oliviero presa dal catalogo dei pezzi di ricambio puoi vedere benissimo com'era fatto questo gancio (art. 3367); puoi prendere il gancio ad uncino attualmente attaccato all'unità B, tagliarne un pezzo e piegare la parte terminale verso il basso, facile no?

Gianni
Ultima modifica di Talgo49 il 14 mag 2012, 22:24, modificato 1 volta in totale.
Through the Rockies, not around them
Talgo49

Moderatore Globale
 
Messaggi: 1923
Iscritto il: 11 apr 2009, 10:22
Località: Orobia

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 14 mag 2012, 22:16

[quote
... facile no?
[/quote]

Si, ma NON facilissimo: NON riesco più a trovare i ganci che si vedono nella prima immagine (mia) (x) (x) (x) (x) (x), credo comunque non debba poi essere impossibile trovare un gancio di quel tipo ... al massimo ne adatterò un altro. In caso - come consigli di fare per gli acquisti di rotabili - farò come il cinese sulla sponda del fiume ...

Del resto (altro thread con cui mi sono annunciato) ho "atteso" la GG1 molto a lungo, quella che mi sono aggiudicato (per 65 Neuro) credo sia stata, anche in assenza di scatola, pagata il giusto. O almeno, in secondo ordine, non mi sento eccessivamente "spoliato" ... sino a dimostrazione del contrario!

Mi sembrà però (anche senza fare troppi sofismi sulla particolare scarsità di pezzi di questa/quella compagnia) che i prezzi da Te indicati (... 40 Euro per un'unità A, ai 70/80 per una A+B fino ai 120 di una tripla ...) siano un pò ottimisti, al contrario come Te reputo una "Tripla SF" (pur perfetta) a 250 Euro decisamente poco plausibile, non a caso è rimasta invenduta ...

Il mercato lo "fa" chi vende, ma ANCHE chi acquista e da questo punto di vista reputo incomprensibili certi prezzi presentati su e-Bay (e caparbiamente ripetuti più volte) ma alla fine - e direi ovviamente - ciascuno si regola come meglio crede ...

Domani (sera) provo a montare i binari :yahoo: :yahoo: :yahoo: e Vi faccio sapere.

Buona serata a Tutti.
Francesco
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 15 mag 2012, 21:38

CI SIAMO!!! :yahoo: :yahoo: :yahoo: … … … beh, quasi … (46)

La loco, alfine, cammina autonomamente (e già questo vista la mia perizia e le condizioni da cui sono partito mi pare un successo) inoltre, rammentando le perplessità che ebbi ad esporre, NON sembra avere problemi sui binari Roco Geoline.

Registro però una difficoltà: la loco “a panza all’aria” gira correttamente: il motore va bello pulito e similmente si comportano gli assi (che ruotano liberi) mentre una volta messa sui binari sembra “slittare”.

A guardarla, ed a sentire il motore, la sensazione è – appunto - che “slitti” sui binari (insomma il motore non sembra, per usare una metafora motoristica, andare “fuori giri”): mancano (a tal proposito erano previsti in origine e dove erano posizionati?) degli anelli di trazione? O cosa altro?

Per escludere possibili colpe dei binari (GeoLine; “cerchio” di raggio R2) ho provato altre loco:

• Una arcaica E444 (Lima) con motore, credo, “G”,
• Una (a paragone assolutamente recente) GP38 II, Life Like,
• Ultima ma non ultima, la neo-acquisita RR - GG1.

Tutte viaggiano regolarmente ergo il problema è (ancora e purtroppo) “dentro” la Fairbanks Morse UP! :-( :-( :-(

Ribadisco il quesito: mancano gli anelli di trazione?!?!? … … … HELP!!!

Francesco

P.S.: sulle ruote del carrello posteriore “opposte” alla alimentazione mi sembra di vedere dei minimi resti di tali anelli.
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 15 mag 2012, 23:26

Assolutamente si!! (46)
E anche se non mancano, devono essere sostituiti. Dopo quaranta anni di onorata carriera gli anellini di plastica trasparente RR sono certamente seccati e vanno sostituiti altrimenti non c'è trazione (x) .
Ovviamente è assai difficile trovare gli originali. Io ho sostituito o devo sostituire gli anelli in tutti i locomotori a carrelli RR e Lima 1960-1980. (le locomotive a vapore con molti assi di trazione, hanno meno problemi) Prova a cercare nei ricambi Roco o Fleishmann (si scrive cosi?). Sono più stretti degli originali ma funzionano. (non ho trovato i ricambi Hornby)
Ignoro ancora se reggono un uso prolungato. Ma la confezione ne contiene parecchi e ne bastano due per macchina.
Ti assicuro che anche le motrici che sembrano funzionare bene, dopo la sostituzione degli anelli migliorano molto le prestazioni.
Ho acquistato di recente al "Serafico" una piccola locomotiva Lima del 1961 quasi rottame per pochi euro: con due anelli nuovi e due gocce di lubrificante si è messa tranquillamente a rimorchiare oltre una dozzina di carri assortiti.
Tra una decina di giorni c'è il "Serafico" li potresti trovare ricambi di tutti i tipi (maattento nei negozi di modellismo, se li trovi, costano meno laught16 ).
PS stavo dimenticando: gli anelli sono montati sulle ruote del carrello motore non alimentate (cioè quelle che non hanno la "lenticola" nera)..... ovvero le due "destre" del carrello posteriore.
C'è una brutta notizia....: Per montare gli anelli, devi necessariamente smontare il carrello :shock: :-o :cry:
.....non sperare di sostituire gli anelli a carrello montato :evil: :evil: :evil:
-4-
Oliviero
Oliviero Lidonnici

Avatar utente
Moderatore Globale
 
Messaggi: 4303
Iscritto il: 3 dic 2010, 20:24
Località: Roma

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda roaringanna » 16 mag 2012, 3:39

Vedo che ve la state cavando benissimo, pero' qualche precisazione mi sembra a questo punto opportuna.
1) Il telaio in plastica (vasca) fu introdotto a meta' 1957, come si evince dagli esemplari per Lionel che utilizzano sia il telaio in plastica che il precedente in metallo. In questi esemplari il carrello anteriore era il tipo "monolitico" in plastica (che gia' equipaggiava le B-Unit e le A Rimorchiate), mentre il carrello motore restava quello in zama, con fianchetti in plastica riportati.
Le cosiddette Nuove Livree introdotte nel 1959 (SF A-B-A, UP A-B, PM A) e negli anni immediatamente successivi (T&P e - forse - SP) erano ESATTAMENTE IN QUESTA CONFIGURAZIONE, per adottare successivamente (in qualche momento non ben definito, ma comunque ante-1964) il carrello motore in plastica poi generalizzato in tutte le versioni successive.
Da notare che nel caso di carrello in zama la vite senza fine era trainata dall' asse motore tramite il famoso grano, e tenuta in guida inferiormente da una boccola inserita nel coperchietto in lamiera del carter (soluzione un po' rozza ma a prova di interventi dilettanteschi), mentre nel carrello in plastica la vite e' trainata dall' asse motore con un innesto a baionetta e supportata da due giri di sfere (soluzione sofisticata che richiede una certa dose di skill per il montaggio e accurata registrazione tramite la vite e controdado, per cui lo smontaggio non e' cosa da affrontarsi con leggerezza).
2) Detto questo, e' facile ipotizzare che la A FM UP/R (o 1883) A-B di FastFranz abbia subito un trapianto con un carrello motorizzato di provenienza Lima perche' l' originale era devastato da zincpest, cosa frequentissima (anzi, quasi immancabile) a fine anni '50.
Curiosita': a voler fare i pignoli, non credo siano mai esistite FM UP A+B con carrello motore in plastica: la sostituzione del telaio ha riprodotto una 1894, che a catalogo era priva della B-Unit, tuttavia questo importa veramente poco, l' importante e' che il modello sia stato riportato in vita, e con parti fatte (tutte) a Como...
3) La procedura migliore per operare correttamente sul carrello motore in plastica e sue interiora (se e' proprio necessario) e' la seguente:
Separare il carrello dal telaio (asse motore) rimuovendo la famosa mollettina (d' accordo che e' un casino poi rimettergliela, ma i vantaggi sono irrinunciabili);
Sul carrello separato dal telaio si lavora molto meglio - per esempio, si possono sostituire gli anelli di aderenza senza smontare gli assi;
E' molto piu' agevole, aperto il carter, rimuovere e poi rimontare assi, ingranaggi, e soprattutto vite e sfere (aiutandosi per queste ultime con un po' di grasso), anche perche' ai fini di un funzionamento accettabile e' assolutamente essenziale la corretta registrazione del complesso vite senza fine/sfere che si ottiene solo inserendo un piccolo cacciavite nella fessura al posto dell' asse motore, e girandolo avanti e indietro si valuta se e' troppo stretta o lenta, si interviene sulla vitina di registrazione, e poi si riprova, finche' la registrazione e' giusta - da notare che il solo bloccaggio del controdado sposta le cose in modo avvertibile, ed occorre tenerne conto.
E' altrettanto essenziale che le due vitine autofilettanti che fissano il coperchietto (con la vite di registrazione) abbiano una presa assolutamente sicura nei rispettivi fori - se non e' cosi' occorre fargli un tagliando come suggerito da Oliviero.
Gia' che il carrello e' staccato, approfittarne per controllare anche i cuscinetti del motore, ruotando l' asse e scuotendolo in senso sia assiale che radiale alla ricerca di giochi, e se necessario registrarlo tramite la vite tra le spazzole, senza pero' pregiudicarne la scorrevolezza.
A questo punto riattaccare il carrello all' asse motore, e se la mollettina vi fa sacramentare, consolatevi pensando che avete finito!
roaringanna

 
Messaggi: 206
Iscritto il: 23 feb 2010, 1:33

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 16 mag 2012, 9:58

roaringanna ha scritto:Vedo che ve la state cavando benissimo ...


:yahoo: :yahoo: :yahoo:

... , pero' qualche precisazione mi sembra a questo punto opportuna.
1) Il telaio in plastica (vasca) fu introdotto a meta' 1957, come si evince dagli esemplari per Lionel che utilizzano sia il telaio in plastica che il precedente in metallo. In questi esemplari il carrello anteriore era il tipo "monolitico" in plastica (che gia' equipaggiava le B-Unit e le A Rimorchiate), mentre il carrello motore restava quello in zama, con fianchetti in plastica riportati.
Le cosiddette Nuove Livree introdotte nel 1959 (SF A-B-A, UP A-B, PM A) e negli anni immediatamente successivi (T&P e - forse - SP) erano ESATTAMENTE IN QUESTA CONFIGURAZIONE, per adottare successivamente (in qualche momento non ben definito, ma comunque ante-1964) il carrello motore in plastica poi generalizzato in tutte le versioni successive.
Da notare che nel caso di carrello in zama la vite senza fine era trainata dall' asse motore tramite il famoso grano, e tenuta in guida inferiormente da una boccola inserita nel coperchietto in lamiera del carter (soluzione un po' rozza ma a prova di interventi dilettanteschi), mentre nel carrello in plastica la vite e' trainata dall' asse motore con un innesto a baionetta e supportata da due giri di sfere (soluzione sofisticata che richiede una certa dose di skill per il montaggio e accurata registrazione tramite la vite e controdado, per cui lo smontaggio non e' cosa da affrontarsi con leggerezza).
2) Detto questo, e' facile ipotizzare che la A FM UP/R (o 1883) A-B di FastFranz abbia subito un trapianto con un carrello motorizzato di provenienza Lima perche' l' originale era devastato da zincpest, cosa frequentissima (anzi, quasi immancabile) a fine anni '50.
Curiosita': a voler fare i pignoli, non credo siano mai esistite FM UP A+B con carrello motore in plastica: la sostituzione del telaio ha riprodotto una 1894, che a catalogo era priva della B-Unit, tuttavia questo importa veramente poco, l' importante e' che il modello sia stato riportato in vita, e con parti fatte (tutte) a Como...
3) La procedura migliore per operare correttamente sul carrello motore in plastica e sue interiora (se e' proprio necessario) e' la seguente:
Separare il carrello dal telaio (asse motore) rimuovendo la famosa mollettina (d' accordo che e' un casino poi rimettergliela, ma i vantaggi sono irrinunciabili);
Sul carrello separato dal telaio si lavora molto meglio - per esempio, si possono sostituire gli anelli di aderenza senza smontare gli assi;
E' molto piu' agevole, aperto il carter, rimuovere e poi rimontare assi, ingranaggi, e soprattutto vite e sfere (aiutandosi per queste ultime con un po' di grasso), anche perche' ai fini di un funzionamento accettabile e' assolutamente essenziale la corretta registrazione del complesso vite senza fine/sfere che si ottiene solo inserendo un piccolo cacciavite nella fessura al posto dell' asse motore, e girandolo avanti e indietro si valuta se e' troppo stretta o lenta, si interviene sulla vitina di registrazione, e poi si riprova, finche' la registrazione e' giusta - da notare che il solo bloccaggio del controdado sposta le cose in modo avvertibile, ed occorre tenerne conto.
E' altrettanto essenziale che le due vitine autofilettanti che fissano il coperchietto (con la vite di registrazione) abbiano una presa assolutamente sicura nei rispettivi fori - se non e' cosi' occorre fargli un tagliando come suggerito da Oliviero.
Gia' che il carrello e' staccato, approfittarne per controllare anche i cuscinetti del motore, ruotando l' asse e scuotendolo in senso sia assiale che radiale alla ricerca di giochi, e se necessario registrarlo tramite la vite tra le spazzole, senza pero' pregiudicarne la scorrevolezza.
A questo punto riattaccare il carrello all' asse motore, e se la mollettina vi fa sacramentare, consolatevi pensando che avete finito!


USSIGNUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUURRR!!! :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

Francesco
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 16 mag 2012, 11:27

Babbene, torniamo sul ... "pratico":

1) Io ho sostituito o devo sostituire gli anelli ... Ignoro ancora se reggono un uso prolungato. Ma la confezione ne contiene parecchi e ne bastano due per macchina.

2) Tra una decina di giorni c'è il "Serafico" li potresti trovare ricambi di tutti i tipi (maattento nei negozi di modellismo, se li trovi, costano meno).

3) PS stavo dimenticando: gli anelli sono montati sulle ruote del carrello motore non alimentate (cioè quelle che non hanno la "lenticola" nera) ..... ovvero le due "destre" del carrello posteriore.

4) C'è una brutta notizia ...: Per montare gli anelli, devi necessariamente smontare il carrello ... non sperare di sostituire gli anelli a carrello montato



ed allora:

UNO: credo che la "durata" sià un parametro - per me - relativo: NON ho plastico (H0) per cui tutto lo sforzo che faranno sarà qualche "run" di riscaldamento ogni tanto, di conseguenza ...

DUE: Al serafico contro di passarci (ma ho previsioni "fosche" su altri fronti: vediamo come finisce) ad ogni modo NON dovrebbero essere una articolo introvabile, spero! Qualcuno (non ho un calibro) ha idea del diametro/ruote?!?!? In modo da cercare il ricambio il meno "a capocchia" possibile ... Yellow_Flash_Colorz_PDT_02

TRE: (46) devo fare attenzione a nom montarli ... "allincontrario"!!! (x) (x) (x)

QUATTRO: (46) (46) (46) Just my luck o, se preferite, AMMAZZA CHE C ... ... ... LASSE! ... laught16

Francesco.
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda roaringanna » 16 mag 2012, 20:37

USSIGNUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUURRR!!!

Mi dispiace se ti ho spaventato... Il fatto che per sostituire gli anelli NON occorre aprire ne' sbudellare il carrello, ma basta staccarlo dal motore (mollettina di fermo) mi sembra (anzi e') una buona notizia!

PS - GLI ANELLI NON HANNO UN VERSO!!!
PS2 - GLI ANELLI ORIGINALI SI TROVANO ABBASTANZA FACILMENTE, TALVOLTA ANCHE SU EBAY.COM (MAGARI AHM). DIAMETRO 12mm (direi)

Auguri
roaringanna

 
Messaggi: 206
Iscritto il: 23 feb 2010, 1:33

Re: Una Fairbanks Morse (UP) bisognosa di cure

Messaggioda FastFranz » 16 mag 2012, 21:47

roaringanna ha scritto:
Mi dispiace se ti ho spaventato ... Il fatto che per sostituire gli anelli NON occorre aprire ne' sbudellare il carrello, ma basta staccarlo dal motore (mollettina di fermo) mi sembra (anzi e') una buona notizia!

PS - GLI ANELLI NON HANNO UN VERSO!!!
PS2 - GLI ANELLI ORIGINALI SI TROVANO ABBASTANZA FACILMENTE, TALVOLTA ANCHE SU EBAY.COM (MAGARI AHM). DIAMETRO 12mm (direi)

Auguri


Allora, non sono un mago della "meccanica fermodellistica" e lavorara sulla mia "veterana" preferita aggiunge un altro pò di ... ... ... "stress". (x)

Concordo che sfilare la molletta possa (potrebbe?) essere meno complesso che smontare il carrello intero, temo comunque un approfondito ... "ripasso teologico" ... :oops: :oops: :oops:

Per il reperimento (utilizzando il tempo mancante per un adeguato "training psicologico" Yellow_Flash_Colorz_PDT_02) comincerò a cercare su e-Bay e poi, magari, al prossimo "Serafico". Preziosa - da ultimo - l'informazione sul diametro 12 mm: GRAZIE!

Chiudo ringraziando per gli auguri! ;-)

Francesco
Francesco Zezza.

Rivarossi (Made in Italy) ... FOREVER!!!
FastFranz

Avatar utente
 
Messaggi: 921
Iscritto il: 20 apr 2012, 14:30
Località: Caput Mundi, ora a Pretoria (Sud Africa)

PrecedenteProssimo

Torna a Rivarossi - Memory

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 52 ospiti