Carrelli motori RR



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Re: Carrelli motori RR

Messaggioda fabrizio » 12 ago 2020, 21:07

_ riparella _

Basta cercare su un qualunque vocabolario della lingua Italiana.
Scusate se sono OT.
fabrizio romoli detto "faber"
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fabrizio

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Re: Carrelli motori RR

Messaggioda 3-nino » 12 ago 2020, 23:38

Non avrei mai pensato che attorno alla riparella si sarebbe sviluppata una discussione da accademia della crusca. Comunque già il Petrocchi, autore toscano del primo vocabolario organico della lingua italiana, mosso da passione risorgimentale per l'unica patria con un' unica lingua, indica riparella, come sinonimo di rondella, reparella, etc - Disco di metallo, legno, cuoio o altro forato al centro. Sicuramente è un termine molto usato in toscana ( il Petrocchi era toscano) molto meno a roma o altrove. Oggi potrà esere considerato termine desueto, forse un arcaismo, ma pur sempre correttamente italiano. Anche il Devoto, e lo Zingarelli riportano il termine con i suoi sinonimi. Salutissimi 3-nino. 691, 746: due macchine molto belle. La prima, correzione di un errore - la 690- che aveva il suo più grande limite nel carico assiale che la rete, anche nei tratti migliori migliore, poteva sopportare.La potenza disponibile, peraltro non stratosferica, per i limiti di carico non poteva essere scaricata a pieno in capacità di traino. 685 e 690 non avevano infatti prestazioni dissimili. La 746 aveva un asse in più per avere più capacità di traino, stante la situazione della rete, che peraltro fino agli anni 25/30 non consentivano velocità medie di 100 km se non in pochi tratti del nord. Quindi i 130 Km di velocità massima della 690, in servizio non erano raggiungibili, peraltro con capacità di traino insoddisfacente. In attesa di un rete in grado di garantire velocità medie superiori ai 100 km orari si è progettato un macchina a 4 assi di buona potenza, ( si è arrivati ai 1750 cavalli con una caldaia che è stata utilizzata anni dopo anche per la 691) che con i suoi 80/90 km orari medi su buona parte della rete nazionale, garantiva prestazioni negate alla 690. Anni trenta, grandi opere sulla rete, elettrificazione, direttissima bologna firenze, la Roma formia Napoli etc, cambiano la scenario e i 100 km orari ritornano in campo: il 428 doveva fare i 150 km, poi anche 130 sono troppi per la cattiva meccanica del locomotore, ma rappresenta la porta aperta alla stagiona della corrente coninua e della trazione elettrica. La 690 doveva essere avvicendata dalla bellissima 695, una grande pacific, tre cilindri a semplice espansione con carico per asse di livello europeo (20 ton.) ma ormai si è scelto l'elettrico. <<<quindi si ripiega sulla ricostruzione delle 690 in 691. Caldaia della 746, carrello posteriore della progettata 695 con forno di dimensioni più grandi, carico assiale di 20 ton. Linea elettivamente servita la torino milano venezia. Pianura, dove si riesce finalmente a raggiungere anche i 130 orari. Macchine diverse e nate con motivazioni diverse, da non comparare a quelle tedesche o francesi. Pochi soldi e sanzioni non facevano certo amare il vapore, specie quello delle grandi locomotive che divoravano quantità enormi di carbone che l'italia doveva necessariamente importare con costi rilevanti e preoccupazioni strategiche cui l'italia fascista era particolarmente sensibile. L'elettrico era perfettamente autarchico. quasi tutte le reti elettriche delle ferrovie erano alimentate da centrali idroelettriche , si trattava di scegliere definitivamente in quale direzione orientare gli investimenti infrastrutturali. Se era elettrico, il vapore doveva morire. Le grandi locomotive francesi, quelle tedesche utilizzate intensamente fino agli anni 70, avevano dalla loro carbone in quantià e un 'orografia del territorio meno complicata della nostra che giustificava il loro continuo miglioramento e utilizzo. Per noi la situazione era diversa, anche perche la storia ci frega. Le nostre tante belle città, trasformano un direttissimo, in un caracollante cagnolone che il padrone ferma ad ogni angolo. Poi anche il cagnolone ha i soui bisogni. acqua carbone griglia etc.
3-nino

 
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Re: Carrelli motori RR

Messaggioda andrea_fs » 13 ago 2020, 7:59

Ciao, vedo che Fabrizio è di Pisa, è normale che il termine sia da lui ben conosciuto, ma a Genova, ad esempio, non si usa, d'altronde se la cercate su Amazon o ebay non trovate (quasi) nulla. Sulla Treccani, ad esempio c'è la seguente definizione, che parla da sola:
riparèlla2 (o raperèlla) s. f. [der. di riparare1]. – 1. region. Pezzetto di pietra che serve per otturare fori nelle pietre lavorate. 2. Sinon. ant. o tosc. di rosetta (nel sign. 2) o rondella.
Lungi da me la voglia d'essere polemico, ma è evidente che è un termine desueto (ant.) e/o legato ad una precisa zona geografica (tosc.), come mille altri, ognuno ha i suoi, è il bello della lingua italiana. Purtroppo, soprattutto nel mondo del lavoro, diciamo commerciale ma anche altrove, in politica, giornalismo, l'abuso di termini inglesi è sempre più diffuso. Vi giuro che in una riunione di lavoro non c'è una frase che non contenga parole come "brand, competitor, skill, buyer, ecc..." tutte parole che non sono specifiche, tecniche o intraducibili, assolutamente. Chiudo la parentesi, un saluto affettuoso a tutti, w la riparella!
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