MARKLIN DI MIO NONNO



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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda Max 851 » 9 dic 2020, 19:22

Stefano ha scritto:
Bello sarebbe vedere il convoglio completamente illuminato anche se credo che i kit di illuminazione delle carrozze siano ormai difficili da trovare

I portalampade avevano il numero di catalogo 7077 e non sono difficili da trovare, usati ma a volte anche nuovi, su ebay.de, essendo stati prodotti fino a tempi recenti in confezione da 5. Un po' più difficile trovare il pattino corretto che era il 7075, ma con pazienza si trova. Tra l'altro la carrozza ristorante di Berto monta il pattino 7198 che è più recente e non è quello corretto per l'epoca, anzi, credevo che non fosse nemmeno possibile montarlo su quelle carrozze, ma forse il nonno di Berto lo avrà adattato in qualche modo.
Massimiliano
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda 3-nino » 10 dic 2020, 17:00

Tartaruga mi spiace ma non faccio foto e tanto meno disegni; sono un troglodita informatico. Posso provare a semplificare al massimo la descrizione di una cosa relativamente semplice. Se apri un 424 Mk ( ma sostanzialmente vale per tutti i locomotori Mk) e lo guardi dal lato spazzole del motore vedrai sulla destra la piastrina isolante verticale che porta il deviatore linea aerea/binari. In basso a destra c'è il contatto a cui è saldato il filo che porta corrente dal pattino. In alto a sinistra della piastrina c'è il contatto con saldati 4 fili neri: uno va alla bobina del relais; uno , con un condensatore e un coprigiunto rosso, è saldato al portaspazzola sinistro del motore; due vanno alle lampade. Quello che va al motore va dissaldato dal contatto con i 4 fili. Il filo che va al relais taglialo lasciando un mozzicone attaccato al contatto dei 4 fili neri. A questo mozzicone vanno saldati i due diodi uno al contrario dell'altro ( sono i tradizionali piccoli diodi neri cilindrici di circa 5/6 mm di altezza, due fili , uno per lato, con segnato su un lato in argento il senso della conduttività elettrica del diodo stesso. RR gli usava normalmente , non costano nulla e si trovano in qualunque negozio di articoli elettrici ed elettronici. Alle code di questi diodi vanno saldati i due fili neri dissaldati dal relais, uno per coda. Il filo nero che va al portaspazzola, già dissaldato, ora deve portare la massa, quindi suggerisco di saldarlo ad un piccolo capocorda da portare a massa tramite la vitolina che sta in alto a destra del motore di cui si intravede la testa. Svitare la vite, infilarla nel capocorda e serrarla è un attimo. Come già detto la macchina ora funziona perfettamente a CC con il pattino e i binari di Mk. Volendo utilizzare la macchina su binari a due rotaie c'è il lavoro più complesso dell' isolamento delle ruote- sottolineo QUELLE OPPOSTE ALLE RUOTE CON INGRANAGGI DEL CARRELLO MOTORE. Poi sulle due ruote isolate del carrello folle occorre appoggiare una molletta prendicorrente che sia in contatto stabile con il ritaglino di ottone presente sul fondo in plastica del carrello e che abbia un foro da cui far passare la vitarella che trattiene normalmente il pattino. IMPORTANTE!!!! La vitarella non deve toccarre in nessun modo la parte metallica della molletta prendicorrente, perchè andrebbe tutto arrosto. Occorre travore un collarino in plastica o fibra per poter stringere le vitarella senza rischi. Altrimenti la lamella piuò essere rubustamente incollate alla basetta in plastica del carrello. Spero di essere stato sufficientemente chiaro e utile. Buona serrtata 3-nino
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda Tartaruga87+ST » 10 dic 2020, 18:34

Ciao a tutti

I portalampade avevano il numero di catalogo 7077 e non sono difficili da trovare, usati ma a volte anche nuovi, su ebay.de, essendo stati prodotti fino a tempi recenti in confezione da 5. Un po' più difficile trovare il pattino corretto che era il 7075, ma con pazienza si trova. Tra l'altro la carrozza ristorante di Berto monta il pattino 7198 che è più recente e non è quello corretto per l'epoca, anzi, credevo che non fosse nemmeno possibile montarlo su quelle carrozze, ma forse il nonno di Berto lo avrà adattato in qualche modo.
Massimiliano


Grazie Massimiliano per le informazioni che mi hai dato. Non ho mai approfondito la cosa perchè non sono in possesso delle carrozze in questione ma sapendo questo credo che acquisterei i kit in commercio. Non sarebbe un problema costruirli ad hoc ma considerando che le terrei in considerazione solo a livello collezionistico darei più importanza ad una conversione con pezzi originali.

Tartaruga mi spiace ma non faccio foto e tanto meno disegni; sono un troglodita informatico. Posso provare a semplificare al massimo la descrizione di una cosa relativamente semplice. Se apri un 424 Mk ( ma sostanzialmente vale per tutti i locomotori Mk) e lo guardi dal lato spazzole del motore vedrai sulla destra la piastrina isolante verticale che porta il deviatore linea aerea/binari. In basso a destra c'è il contatto a cui è saldato il filo che porta corrente dal pattino. In alto a sinistra della piastrina c'è il contatto con saldati 4 fili neri: uno va alla bobina del relais; uno , con un condensatore e un coprigiunto rosso, è saldato al portaspazzola sinistro del motore; due vanno alle lampade. Quello che va al motore va dissaldato dal contatto con i 4 fili. Il filo che va al relais taglialo lasciando un mozzicone attaccato al contatto dei 4 fili neri. A questo mozzicone vanno saldati i due diodi uno al contrario dell'altro ( sono i tradizionali piccoli diodi neri cilindrici di circa 5/6 mm di altezza, due fili , uno per lato, con segnato su un lato in argento il senso della conduttività elettrica del diodo stesso. RR gli usava normalmente , non costano nulla e si trovano in qualunque negozio di articoli elettrici ed elettronici. Alle code di questi diodi vanno saldati i due fili neri dissaldati dal relais, uno per coda. Il filo nero che va al portaspazzola, già dissaldato, ora deve portare la massa, quindi suggerisco di saldarlo ad un piccolo capocorda da portare a massa tramite la vitolina che sta in alto a destra del motore di cui si intravede la testa. Svitare la vite, infilarla nel capocorda e serrarla è un attimo. Come già detto la macchina ora funziona perfettamente a CC con il pattino e i binari di Mk. Volendo utilizzare la macchina su binari a due rotaie c'è il lavoro più complesso dell' isolamento delle ruote- sottolineo QUELLE OPPOSTE ALLE RUOTE CON INGRANAGGI DEL CARRELLO MOTORE. Poi sulle due ruote isolate del carrello folle occorre appoggiare una molletta prendicorrente che sia in contatto stabile con il ritaglino di ottone presente sul fondo in plastica del carrello e che abbia un foro da cui far passare la vitarella che trattiene normalmente il pattino. IMPORTANTE!!!! La vitarella non deve toccarre in nessun modo la parte metallica della molletta prendicorrente, perchè andrebbe tutto arrosto. Occorre travore un collarino in plastica o fibra per poter stringere le vitarella senza rischi. Altrimenti la lamella piuò essere rubustamente incollate alla basetta in plastica del carrello. Spero di essere stato sufficientemente chiaro e utile. Buona serrtata 3-nino


Grazie 3-nino per l'esauriente spiegazione sul tuo sistema di conversione. Non è un problema per il disegno ora la cosa mi è più chiara. Appena ho una conversione sotto mano potrei fare un prova con questo sistema che mi sembra molto interessante.

Stefano
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda berto75 » 10 dic 2020, 20:17

interessante ! Grazie per l'informazione MAX e a Stefano per il suggerimento non avevo fatto caso alle caratteristiche del pattino (del resto non ho mai illuminato una carrozza marklin in vita mia ) proverò a cercare se trovo quello giusto il 7075 su e bay .
ignoro se il montaggio delle luci sulla carrozza DSG l'abbia fatto mio nonno di persona (ne aveva ben comunque le capacità ) o l'abbia dato da fare magari al negozio o a qualcuno che conosceva.
Ricordo una volta mio nonno mi disse che alcuni modelli marklin glieli aveva regalati un suo amico geometra del comune di Milano ma non so c' entri la carrozza , ma tutto è possibile.
PER chiudere il ciclo delle carrozze posto l'ultima è un bagagliaio verde tedesco con porte in lamierino scorrevoli.
è l'unica carrozza che non ha la scatola forse varrebbe la pena cercarne una per completarlo ...
buona serata a tutti -4- berto75
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda berto75 » 16 dic 2020, 17:00

Questa è un altra locomotiva di mio nonno che probabilmente usava per trainare le carrozze passeggeri anche se è un modello comune di fine anni 60 .
In questo periodo dato che non lavoro ne sto approfittando per far sgranchire e lubrificare questi modelli sempre su un piccolo ovale sul tavolo in sala
-4- a tutti berto75
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LE ILLUSTRAZIONI ACQUARELLATE DI QUESTE VECCHIE CONFEZIONI LE TROVO IRRESISTIBILI.
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda Max 851 » 16 dic 2020, 18:01

Ciao Berto,
bella anche questa, ce l'ho anch'io, a suo tempo fu un regalo di mia nonna. In realtà avrei voluto una Br 44, ma non riuscii a trovarla in nessun negozio, e si che a quei tempi ce ne erano molti più di oggi, forse perché erano tempi di inflazione galoppante, marco alle stelle e lira che valeva ben poco e la Br 44 costava sensibilmente di più e magari per un negoziante rischiava di rimanere invenduta.
Così mi "accontentai", si fa per dire, della Br 38 DB, ovvero la famosa P8 ex ferrovie prussiane. E' una locomotiva particolare, sembrerebbe quella costruita nel maggior numero di esemplari in Europa, che ha circolato non solo in Germania ma anche, a seguito della I guerra mondiale, in Francia, Belgio, Polonia, Lituania, Turchia e, anche se il catalogo Maerklin non lo diceva, in Italia: poche unità immatricolate come FS 675, che per via dell'elevato carico assiale potevano circolare solo su un tratto della Firenze - Roma.
Comunque il modello Maerklin 3098 rappresenta un esemplare molto particolare della Br 38, collocato temporalmente in un momento ben preciso verso la metà degli anni 60, in quanto non ha ancora la nuova numerazione 038 adottata nel 1968 ma ha i deflettori piccoli tipo "Witte" anziché quelli "Wagner" d'origine, e il tender non è quello originale a struttura chiodata ma è un tender molto più moderno, evidentemente "recuperato" da una "locomotiva di guerra", forse una Br 52.
Buona serata
Massimiliano
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda berto75 » 17 dic 2020, 20:02

GRAZIE Max per le tue sempre interessantissime (3) informazioni storiche applause1 applause1 !!
Ignoravo questo modello circolasse, sia pur limitatamente ,anche in Italia come FS 675 :-o .
Che bel ricordo ti ha lasciato la tua cara nonna a regalartela! Per curiosità successivamente sei riuscito a trovarla una br 44?
marklinistici -4- berto75
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda Max 851 » 18 dic 2020, 9:30

E come no! Ma è una storia lunga...
Quando ho iniziato a lavorare, e quindi ho avuto una certa disponibilità economica, purtroppo la 3047 Maerklin, ovvero la Br 44, ormai non veniva più prodotta da anni, così ho acquistato quella più simile che veniva prodotta e cioè la Br 50 con il tender cabinato. Molto bella, ha anche il generatore di fumo (non più di serie ma da acquistare a parte!), ma la Br 44 era un 'altra cosa e così ho continuato a cercare e alla fine ho trovato una della "Teilesatz" di cui abbiamo parlato, ancora da montare, presso un noto negozio bolognese che vende anche per corrispondenza, e l'ho presa...e non solo quella! Ma questa è un'altra storia!
A proposito della Br 38, aggiungo che è un modello un po' particolare, infatti a differenza delle altre locomotive Maerklin dell'epoca ha la parte meccanica, per così dire, "alla rovescia". Mi spiego meglio: nelle altre locomotive troviamo anteriormente il relè e poi il motore, che aziona l'ultimo asse, dotato di anelli di aderenza, invece qui abbiamo davanti il motore che aziona il primo asse, con i suoi bravi anelli, e dietro il relè. In questo modo è stato possibile lasciare libera la cabina di guida (e già, non era solo Rivarossi ad avere il motore in cabina!) dove, credo per la prima volta, troviamo la riproduzione della caldaia con la boccaporta del focolare e i vari comandi.
Massimiliano
Max 851

 
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda io_gioco_ancora » 18 dic 2020, 19:03

Max 851 ha scritto:... ma la Br 44 era un 'altra cosa e così ho continuato a cercare e alla fine ho trovato una della "Teilesatz" di cui abbiamo parlato, ancora da montare
Massimiliano


Salve,

immagino sappiate, essendo io notoriamente venale, quale sia il valore attuale di una macchina di origine "Teilesatz" ancora nel suo imballaggio mai aperto e visionabile soltanto tramite radiografia.
All'epoca i liquidatori della collezione di CG realizzarono dalla sua raccolta di queste confezioni più di quanto ricavato dal ccs 66/12921 lasciando sorpreso anche il banditore dell'asta!

Purtroppo una volta tagliato in nastrino di carta gommata scendono al livello inferiore di quelle "normali".

Saluti
io_gioco_ancora

 
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Re: MARKLIN DI MIO NONNO

Messaggioda Max 851 » 19 dic 2020, 12:53

io_gioco_ancora ha scritto:
immagino sappiate, essendo io notoriamente venale, quale sia il valore attuale di una macchina di origine "Teilesatz" ancora nel suo imballaggio mai aperto

Non ho difficoltà ad immaginarlo, ma qui stiamo parlando di molti anni fa, quando le teilesaetze si trovavano ancora con relativa facilità a prezzi non certo di saldo ma ancora abbastanza accettabili. Quella di cui stiamo parlando la pagai, se non ricordo male, poco più di 400.000 £, però non ricordo più se fosse ancora sigillata oppure no anche se i pezzi c'erano tutti.
Comunque, all'epoca desideravo una 3047 e, soprattutto, la volevo nuova, e l'unico sistema era quello di trovarne una da montare. Certo, oggi penso che cercherei con un po' di pazienza un buon usato su ebay.de.
Buon fine settimana
Massimiliano
Max 851

 
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