Carri merci e motrici anni '50



Regole del forum
Rivarossi-Memory.it
"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
Già da tempo in contatto con loro, abbiamo insieme deciso di creare una sezione del forum dedicata al loro sito.
Naturalmente per prima cosa, per chi non l'avesse ancora fatto, vi consiglio di andare a visitare il sito http://www.rivarossi-memory.it e di studiarlo per bene visto che contiene buona parte della storia del fermodellismo Italiano per poi venire qui e parlarne con noi e con loro!
Vi aspettiamo numerosi!!!
Lo staff di ferramatori.it e di rivarossi-memory.it"

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 14 apr 2020, 22:14

Eh, capisco che non sia stato molto chiaro, domani vedo di fare una foto del particolare incriminato, ovvero dell'ingranaggio callettato sull'albero motore, buona serata.
Andrea
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 15 apr 2020, 17:34

Ciao a tutti, ecco la foto dell'ingranaggio, consumato nel mezzo, almeno credo, non ho mai visto fotografie di questo dettaglio, o del rotore in generale, nemmeno della B&O con lo stesso motore. Comunque sia, la mia preoccupazione è che se dovesse consumarsi ulteriormente non potrei più farlo girare, non mi sembra che esista il ricambio. Un'alternativa sarebbe trovare una B&O coeva, magari mal messa di carrozzeria, in modo da contenere il prezzo, e cannibalizzarla, soluzione estrema che vorrei evitare, oppure (meglio, ma non proprio semplicissimo se non si conosce qualche artigiano) procurarsi un estrattore e vedere di farsi realizzare l'ingranaggio in questione, vedremo più avanti. Passando invece all'E424, ecco le foto dell'inversione delle ruote carrello folle e dei dischetti prendicorrente carrello motore. Nella terza foto di questa macchina si nota rispetto all'E646 l'inversione di posizione dei dischetti sulle ruote rispetto ai carrelli (motore/folle). Nella quarta il modo nel quale, con delicatezza, sono riuscito a sfilare gli assi dalle ruote (colpetti con martelletto su punta di saldatore posta al centro della ruota, tenuta in posizione dalle due tenaglie). Nell'ultima, durante un breve collaudo, si vede la zavorra forata per l'illuminazione che però non è presente e non lo sarà ancora per moltissimi anni, tranne (credo) una piccola parentesi a metà anni '60. Ricordo infatti il 424 di mio fratello, che aveva entrambe le testate illuminate (senza diodi per l'inversione) ma altri di suoi amici, immediatamente successivi, che avevano soltanto due fari illuminati, così come l'altro mio E424, versione del '57/'58. La zavorra è simile a quella dei 636/646 che all'epoca però dovevano ancora essere realizzati, e che comunque ne adotteranno una di disegno diverso, la stessa del modello seguente di E424. MI chiedo allora il perché della predisposizione all'illuminazione della zavorra. Non so se la prima serie di E424, quella con le due targhette per lato e i finestrini grandi, sia identica come disposizione interna della lampadina e dei pesi. Azzardo un'ipotesi, forse inizialmente questa doveva essere posta dal lato folle, per equilibrare il modello, visto il peso non indifferente del motore, ma è stato poi deciso di posizionarla dall'altra parte per aumentare ulteriormente la forza di trazione. O forse l'idea era quella di consentire ai modellisti più avanzati ed esigenti di installare loro stessi portalampada e collegamenti, utilizzando ovviamente i ricambi originali, non solo per abbellire e migliorare il proprio E424, ma anche per le loro realizzazioni, a volte pubblicate sulla rivista, come i tentativi di realizzare l'E636, che all'epoca era evidentemente già in gestazione, almeno concettualmente se non già livello di prototipi. Chissà, magari qualcuno di voi sa qualcosa di più. Buona serata a tutti.

Andrea
Allegati
E626-5.gif
E424-1.gif
E424-2.gif
E424-3.gif
E424-4.gif
E424-5.gif
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda 3-nino » 15 apr 2020, 20:02

Il pignone della 626 purtroppo è consumato, puoi provare a togliere un pò di gioco arretando con uno spessore minimo l'ingranaggio di rinvio del moto alle ruote per fare lavorare la parte del pignone ancora integra. L'ingranggio gira libero sulla vite perno che lo trattiene in sede. Credo però che il problema sia più serio: forse gli imgranaggi hanno girato molto senza lubrificante e l'asse del rotore ha consumato la sede dove gira sotto sforzo, vibrando e lavorando male. Non credo che sia un problema se la macchina fa qualche giretto di esibizione, visto che è bella. Un uso intenso non credo le faccia bene. Il 424 del 52 non aveva illuminazuione. il tuo credo sia del 54, e vabene cosi come è . le sede nella zavorra serve per la versione a corrente continua che aveva le luci su ambedue le testate, saluti 3-nino
3-nino

 
Messaggi: 175
Iscritto il: 21 set 2018, 12:41

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda 3-nino » 15 apr 2020, 22:10

pardon; ...... a corrente alternata.
3-nino

 
Messaggi: 175
Iscritto il: 21 set 2018, 12:41

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 15 apr 2020, 22:39

Grazie delle risposte, della vita precedente del 626 non so nulla, tranne che l'ho recuperato insieme alle sue due ciy, dentro a uno scatolone in mezzo a tanti altri treni, in massima parte Lima, mezzi distrutti. Anche lui non era messo benissimo, mancava un pezzo di fiancata, sotto ai carboncini (ho poi trovato il pezzo quando sono ritornato al banchetto, trepidante, qualche ora dopo, nella pausa pranzo). il telaio era rotto a metà, più o meno alla stessa altezza, probabile caduta, inoltre mancavano due assi. L'ho risistemato al (mio) meglio, il motore gira benissimo, e avevo già inserito una rondellina dall'ingranaggio di rinvio, per farlo lavorare leggermente disassato rispetto al pignone. I margini però sono limitati, per come è realizzata la cascata l'ingranaggi. Non sapevo che la versione in a.c. del 424 avesse l'illuminazione su entrambe le testate, ecco svelato il mistero. Grazie ancora delle informazioni e dei consigli buona serata a tutti.
Andrea
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 16 apr 2020, 10:48

Buongiorno a tutti. Questa mattina, tirando fuori altre motrici per dare un'occhiata, mi accorgo che il 636 "più recente" aveva il soffietto malamente piegato, segnato, spiegazzato, da entrambi i lati, ma fortunatamente non rotto. La scatola non è la sua, è una trenhobby di un 424, le troverò una sistemazione migliore. Mi sono quindi messo all'opera per ridare forma al soffietto, per quanto possibile. Così ho escogitato questo sistema, utilizzando la chiave a tubo esagonale più piccola del mitico set Marklin, e sempre dal set altri pezzi per tenere in leggera tensione il tutto. Lo lascio così per un po', vediamo se è sufficiente, se invece così non fosse potrei dargli una leggera scaldata con il phon, dopodiché faccio l'altro lato. Il 636 in questione dovrebbe essere l'art. 21442, primissimi anni '60, visto che sotto la cabina lato motore, sulla scaletta, reca il famoso bollino rosso con numerazione bianca della serie collezionisti. Buona giornata.

Andrea
Allegati
636-1.gif
636-2.gif
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 16 apr 2020, 11:38

Sul 424 ho ancora una domanda, come diceva il tenente Colombo. Guardando le foto precedenti, quelle "a pancia in sù' si nota che sul carrello folle una delle due viti che fissa la fiancata è colorata di rosso, quella dalla parte dei dischetti prendi corrente. Ho visto questo anche altre volte, mi chiedo se fosse appunto un metodo per indicare dove posizionare i dischetti (e prima ancora gli assi con ruota interamente metallica), oppure se fosse un metodo per identificare al volo i modelli che giravano in senso contrario. Peraltro mi è capitato di vedere anche i rivetti d'alluminio che fissano i ganci nei carri e carrozze, colorati a volte di rosso a volte di blu. Se come penso la colorazione avveniva in fabbrica, in entrambi i casi, doveva avere un motivazione valida e probabilmente l'argomento è già stato sviscerato, ma la cosa m'incuriosisce, qualcuno ne sa qualcosa? Ciao e grazie.

Andrea
Allegati
E424-1.gif
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda 3-nino » 16 apr 2020, 14:59

La goccia di tinta (blu o rossa) serve a visulizzare l'appartenenza dell'oggetto alla varie serie. ne troverà anche di verdi e gialle. inoltre la goccia, in genere sulla testa delle viti che chiudono i telai, è una sorta di sigillo che garantisce l'integrità dell'oggetto. E cioè "Cosìccome mamma rivarossi lo ha fatto" ! quando la vernice è intaccata vuol dire che è stato necessario aprire il modello. Sulla 626 insisto nel dire che è bella. hai fatto un ottimo lavoro. Peraltro il pignone è ricavato direttamente nell'asse del rotore, e l'unico modo per risolvere il problema è sostituire tutto il rotore. Se riesci a trovare una B&O disastrata va benissimo, ma altrimenti io lascerei le cose come stanno.
3-nino

 
Messaggi: 175
Iscritto il: 21 set 2018, 12:41

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda andrea_fs » 16 apr 2020, 15:04

Aiaiaiai... ho tirato fuori il 636 più vecchio, il soffietto è messo ancora peggio, oltre ad essere deformato e piegato, presenta delle lacerazioni alla base su entrambi i lati. Ho messo un filo di colla sulle estremità e messo in forma come il precedente. Già che c'ero ho fatto due foto dell'interno. Colpisce il diodo, non me lo ricordavo, ben diverso da quelli successivi, avevo postato una foto di quello del 646 qui: viewtopic.php?f=53&t=6435#p51150
Buona giornata a tutti.

Andrea
Allegati
636-4.gif
636-3.gif
andrea_fs

Avatar utente
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 16 ott 2019, 13:19

Re: Carri merci e motrici anni '50

Messaggioda Max 851 » 16 apr 2020, 16:44

I soffietti delle locomotive articolate sono riprodotti da Rivarestore e anche da Pratesi. Capisco la voglia di restaurare fin dove è possibile tutto ciò che è originale, ma quando esiste un ricambio io preferisco utilizzarlo, originale dell'epoca se possibile, altrimenti riprodotto attualmente. D'altra parte certi particolari come ad esempio i soffietti, se anche si trovassero originali, sarebbero con tutta probabilità inutilizzabili, un po' come se restaurando un'auto d'epoca volessimo conservare i pneumatici originali.
Massimiliano
Max 851

 
Messaggi: 851
Iscritto il: 6 gen 2013, 18:12

PrecedenteProssimo

Torna a Rivarossi - Memory

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Bing [Bot] e 4 ospiti