Rivarossi? D'accordo, ma ...



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"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
Già da tempo in contatto con loro, abbiamo insieme deciso di creare una sezione del forum dedicata al loro sito.
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Vi aspettiamo numerosi!!!
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda Il fiamma » 8 apr 2020, 16:27

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Max 851 ha scritto:Quello rappresentato nel disegno dovrebbe essere un vecchio tram tedesco a due assi che non ha nulla a che vedere con le Edison milanesi, mentre l'elaborazione del tram verde Rivarossi è di pura fantasia e quindi qualsiasi confronto è improponibile. Ovviamente, se proprio uno voleva divertirsi a elaborare la Edison, poteva fare di meglio.
Massimiliano

Sì, era un tram tedesco (circolava sull'unica linea elettrificata delle ferrovie della Sassonia, poi entrò nel parco DRG e quindi DR). La cosa che mi fa sorridere è che nel commettere lo scempio il modellista ignoto ha tolto un piccolo finestrino a ridosso delle porte di accesso che sul modello RR c'è e sul tram tedesco... anche! :-P
Semmai è sorprendente che ci fosse un originale simile a quell'elaborazione, ammesso e non concesso che l'ignoto avesse in mente proprio quel rotabile. Io volevo farmelo in H0e o H0m basandomi su una meccanica Lineamodel, ma non ne ho fatto nulla...
Paolo
Il fiamma

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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 8 apr 2020, 17:28

Secondo me l'elaborazione è semplicemente figlia di una rottura: probabilmente avendo fracassato numerosi stanti dei finestrini di una fiancata ed avendo smarrito i frammenti (x) ha pensato bene di ridurre il numero dei finestrini utilizzando le sole parti rimaste. :lol: Inoltre dato che le pareti del tram presentano due nervature verticali, ha pensato che fosse logico inserire due soli elementi in corrispondenza delle stesse. Piccoli finestrini esistenti gli avrebbero complicato il "lavoro" :?
Penso inoltre che la somiglianza con un tram tedesco sia puramente casuale. La livrea blu e bianca è comune: basti pensare ai tram della STEFER negli anni '60
-4-
OLI
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FastFranz » 9 apr 2020, 10:01

Ciao,

Comunque il movimento - nella baja - è al ribasso ... €220! ... (46) (46) (46)

Francesco
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FNM600 » 28 apr 2020, 3:44

Il colore blu è un po' chiaro, ma con i finestrini larghi ed imperiale e asta di presa corrente a lira mi fa pensare ad un tram al museo tranviario di Amsterdam! :?

Eleborazione interessante , ma non vale i soldi richiesti! :-x Bisogno di forte riduzione di prezzo!

Esemplare senz'altro unico!

Domanda per i lettori Romani: A proposito la STEFER ha mai avuto vetturette a 2 assi?
FNM600

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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FastFranz » 28 apr 2020, 4:47

Ciao,

Il colore blu è un po' chiaro, ma con i finestrini larghi ed imperiale e asta di presa corrente a lira mi fa pensare ad un tram al museo tranviario di Amsterdam! :?

Eleborazione interessante ...


Questo? :-o :-o :-o

Immagine

Ma se così fosse - tram olandese su base RR - perchè non dirlo? Può piacere o meno ma messa così sembra solo una cosa fatta "a casaccio" ... (x) (x) (x)

Asiatici saluti.
Francesco

PS: qui, da ieri e con qualche accortezza, è "tana libera tutti"!! L'inquinamento dell'aria è, immediatamente, "schizzato" in alto ... (46) (46) (46)
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FNM600 » 28 apr 2020, 5:34

SI Francesco ! Sono stato a tale museo e mi ricordo una varietà di tram di Amsterdam anche più corti con solo 3 finestre!
Il blu bianco è ritornato ad Amsterdam sui tram moderni dopo la scomparsa negli anni 50/60.

Detto museo è dotato di una linea tranviaria interurbana dismessa che corre lungo un canale. Un po' come la defunta Milano-Abbiategrasso! Ci sono anche piste ciclabili!

Tornando al RR hanno ricolorato quello che doveva essere la rapresentazione di un tram Romano con asta a lira visto che a Milano si usava la perteghetta (trolley) che Rivarossi cercò di riprodurre (la rotellina sarebbe stata troppo piccola per funzionare).

Saluti,

Omar
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FastFranz » 28 apr 2020, 7:41

Ciao,

Interessante ma, almeno al momento, da posporre. Mi sto mentalmente preparando ad un "olocausto" per aggiudicarmi un tram VERDE e non posso premettermi distrazioni. Specie a quel prezzo: la mia GIALLA (ri-motorizzata Tenshodo) è costata, abbondantemente ed includendo le spese di spedizione dalla Gran Bretagna, meno della metà!

IMG_20181224_083731 - SMALL.jpg


Oltre la motorizzazione non-originale manca - è vero - una "tabella porta-numero", le insegne pubblicitarie sono malconce (è rimediabile, entrambi, una volta stabilmente a Roma) ed il "numero-vettura" non è coerente (in origine credo fosse una "rimorchiata"). (x) (x) (x) Ma, in tempo di guerra, ogni buca è trincea ... :D

Asiatici saluti.
Francesco
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda Max 851 » 28 apr 2020, 8:53

FNM ha scritto:
Domanda per i lettori Romani: A proposito la STEFER ha mai avuto vetturette a 2 assi?

Altroché!
Il primo servizio urbano, nel 1903, venne inaugurato con due piccole vetture a due assi chiamate dai romani "le giallette". Poi nel 1906 entrarono in servizio sulla rete extraurbana, oltre alle famose "Imperiali" a due piani e a carrelli, anche 10 vetture a due assi numerate 30-37, l'ultima delle quali venne usata come vettura di servizio fino ai primi anni 60, con le relative rimorchiate. Negli anni 10 vennero le motrici serie 40, versione a due assi delle 70 a carrelli. Nel 1921 arrivarono 12 rimorchi a due assi serie 201-212, infine fu la volta, nel 1927, delle cosiddette "Napoletane" serie 7-14, anch'esse con le loro rimorchiate serie 113-120.
C'è da dire che tutto questo materiale venne più volte ricostruito nel corso del tempo, con variazioni anche notevoli dell'aspetto esteriore. In particolare le vetture più vecchie avevano la cassa rivestita da doghe di legno, la livrea bianca e blu arrivò solo molti anni dopo.
Massimiliano
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda FNM600 » 29 apr 2020, 0:16

Grazie mille per informazione!

E' ovvio che c'erano, ma non in blu bianco come me lo ricordavo io ad una visita a Roma nel 1972.
Mi ricordo che arrivavano vicino a Roma Termini, ma erano a carrelli simili alle MRS verdi ATAC o articolate. A differenza dalla ATAC montavano un pantografo completo e non solo un paio di aste porta strisciante.
All'epoca Milano aveva ancora la perteghetta (in Milanese) o trolley( in Inglese) con rotella che a volte si scarrucolava ed il bigliettario doveva scendere con uno straccio a rimetterla sul filo. Di sera la vettura era al buio durante questa operazione! . Fu in quel decennio che che adottò il pantografo e così semplificando la linea aerea benché nel periodo di transizione anni 70 la linea aerea ibrida doveva accettare entrambi tipi di captatori.
Vedo che Torino altra città con perteghetta è adesso con il pantografo.
Così Roma ha sempre avuto la linea aerea più affidabile. Almeno qualcosa per compensare lo stato disastroso ATAC.
Alora Roma aveva 2 companie come era a Milano prima del 1939 con ATM e STEL. -4-
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Re: Rivarossi? D'accordo, ma ...

Messaggioda Max 851 » 29 apr 2020, 8:33

Nel 1972 ormai il materiale STEFER a due assi non esisteva più, a parte alcuni carri di servizio per la manutenzione della linea che venivano trainati dalle poche motrici extraurbane a carrelli superstiti (64, 70, 82 e forse qualche altra).
Comunque una parte almeno del materiale a due assi ha circolato, in anni precedenti, con la livrea bianca e blu, come le Napoletane, i rimorchi del gruppo 200 e anche l'ultima delle 30-37, la 37, che circolò come motrice di servizio fino ai primi anni 60.

04611.jpg

motrice "Napoletana" con rimorchio trasformato in carro scala, deposito di S. Giuseppe presso Marino - anni 50
(dal sito "Tramroma" di Vittorio Formigari)

Quanto alla presa di corrente, anche la STEFER all'inizio e fino agli anni 30 usò la "perteghetta", finché nel 1935 arrivarono le motrici a carrelli serie 301-312 simili alle MRS ATAC, che avevano anch'esse un archetto come quelle ATAC. Nel 1937 arrivarono le 321-328, versione aggiornata delle MRS, dotate fin dall'origine del pantografo di tipo ferroviario oltre che degli accoppiatori per il comando multiplo, nella pratica mai utilizzato. Poi negli anni successivi tutti i precedenti rotabili vennero dotati di pantografo, con una fase intermedia durante la quale il materiale a due assi ricevette dapprima un archetto tipo ATAC.
Massimiliano
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