Plastici ferroviari Atlantic



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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tricx » 28 gen 2020, 2:19

Sinceramente ritengo che i binari, seppure un pò arrugginiti ( ma più che altro molto sporchi ), potrebbero benissimo essere integralmente recuperati.... con gran giovamento "dell'originalità" dell'impianto. Il paesaggio può essere benissimo ripulito semplicemente con una spugnetta morbida non abrasiva, leggermente inumidita... e al massimo un pò di sapone neutro.
I foglietti di carta che rivestono le casette li lascerei come sono, poichè inumidendoli, con tutto quel "nerume" da loro "assorbito", si sporcherebbero di striature nere ancora di più...

Quanto all'angolo rotto, esso era il particolare che mi aveva impensierito fin dal primo momento che avevo visto il "coso". Per curiosità, qualcuno avrebbe qualche suggerimento per porvi rimedio, per "tappare la falla" ? Che materiali impiegare ? Plasticard ? Resina ? Stucco per materie plastiche ? Un insieme dei primi due, nel senso che prima verrebbe incollato dall'interno un pezzo di plasticard e successivamente si rifinisce e si liscia dall'esterno con resina oppure con stucco per materie plastiche ?

Quanto al trenino da abbinare, credo proprio che non ci siano problemi: senza andare così ai primordi, per quanto mi riguarda, il mio primo "Lima Express" che ho mostrato quale mio "contributo" nel Forum "Lima Tribute", potrebbe andare benissimo come dimensioni e percorribilità e sarebbe anche perfettamente coerente come epoca, E poi anche qualche E 69 Lima con relativi adatti convoglietti si adatterebbe perfettamente a quel percorso....

Comunque metto ancora qualche foto ulteriormente esplicativa.
Samsung Foto Riccardo da ott. 2019 a fine anno e Inizi 2020 293 Ritagliata.JPG

Saluti. Riccardo.
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tricx » 28 gen 2020, 2:45

Primo piano della Stazione. Il tetto purtroppo ha subìto una deformazione ed è un pò concavo e non perfettamente lineare sulla linea di colmo; vi si trova anche una specie di "fenditura", una rigaccia, una sorta di "cicatrice", non so a cosa dovuta.
Samsung Foto Riccardo da ott. 2019 a fine anno e Inizi 2020 294 Ritagliata.JPG

Non so se tale deformazione possa essere "originaria" nel senso di uno stampo "ab origine" non perfetto, oppure derivi da esposizione a calore con relativo "rammollimento" avvenuto negli anni, per essere stato il plastichetto riposto magari in qualche soffita arroventata e poco coibentata. In ogni caso non credo che siano problemi facilmente risolvibili, anzi credo proprio che siano difetti impossibili da correggere..... oppure pensate che possa bastare un asciugacapelli "soffiato" sulla parte interna ?
Queste magagne, quanto possono incidere sul deprezzamento del "pezzo", secondo voi ?

Saluti. Riccardo.
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tricx » 28 gen 2020, 3:05

Ecco un'altra inquadratura della stazione. Da tale angolatura, si può vedere il lembo leggermente distaccato nell'angolo alla base del fabbricato, del foglietto di carta con disegnata la facciata della stazione stessa.
Con tale soluzione molto "naif" venivano completati e decorati i fabbricati che facevano parte di un unico stampo con tutto il resto del paesaggio, modellati con la tecnica del "vacuform".
Samsung Foto Riccardo da ott. 2019 a fine anno e Inizi 2020 295 Ritagliata.JPG

Peraltro, complessivamente il paesaggio e specificamente l'agglomerato di case che si trovano sullo sfondo, hanno un aspetto gradevole e simpatico e ricordano in maniera tutto sommato azzeccata un piccolo borgo di montagna, con la relativa romantica atmosfera...

Quanto invece ai binari in primissimo piano, si impone il distacco di quei chiodacci arrugginiti osceni, che devono assolutamente sparire ed essere sostituiti da altro sistema di "ancoraggio" oppure da altri chiodi finissimi e poco visibili.

Saluti. Riccardo.
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda berto75 » 28 gen 2020, 19:18

Tricx ha scritto:Non so se tale deformazione possa essere "originaria" nel senso di uno stampo "ab origine" non perfetto, oppure derivi da esposizione a calore con relativo "rammollimento" avvenuto negli anni, per essere stato il plastichetto riposto magari in qualche soffita arroventata e poco coibentata. In ogni caso non credo che siano problemi facilmente risolvibili, anzi credo proprio che siano difetti impossibili da correggere..... oppure pensate che possa bastare un asciugacapelli "soffiato" sulla parte interna ?
Queste magagne, quanto possono incidere sul deprezzamento del "pezzo", secondo voi ?

Saluti. Riccardo.

A quanto sembra tutti i tetti rossi degli edifici del plastico erano pezzi riportati che venivano fissati sopra le sagome delle case .
bisogna vedere se il tetto è possibile rimuoverlo senza danneggiarlo sperando che non sia stata usata una colla tenace ; se il tetto fosse rimovibile si può , come dici tu ,dall'interno tentare di raddrizzarlo un po con il phon .
comunque sia sono pochi difetti più che accettabili considerando sia la vetustà sia soprattutto la rarità dell'oggetto e il deprezzamento che ne può derivare secondo me è minimo.
infatti bisogna tenere conto che mentre i superquotati (almeno visti i prezzi in rete (x) ) plastici militari anni 70 sono stati realizzati nel pieno boom dell'atlantic e furono il frutto di una ormai collaudata procedura industriale (all'epoca ne furono realizzati centinaia ,se non migliaia di pezzi ) questi plastici ferroviari invece , come dicevo, furono il frutto di una primissima produzione artigianale (non industriale !) realizzata dai 2 fondatori dell 'Atlantic (PIETRO GUERRA E SANDRO COMPAGNONI) nel retrobottega del negozio di giocattoli "Zia Gin" in via Paolo Sarpi n.15 a Milano e furono realizzati (come dice lo stesso sito Atlanticmania) in POCHI esemplari per essere esposti solo nel loro negozio di giocattoli per testare l'interesse dei bambini del quartiere non erano quindi realizzati per una grande distribuzione in città o per essere distribuiti nel resto d'italia ,ma solo per una piccola produzione locale.
impossibile fare un censimento di quanti ne siano sopravvissuti al giorno d'oggi , ma se erano già pochi quelli prodotti all'epoca è facile supporre che quelli sopravvissuti oggi si possano contare sulle dita di una mano o comunque poco più non stiamo parlando di una produzione di centinaia di pezzi.
Quello che tu hai trovato è sicuramente un ritrovamento casuale saltato fuori rovistando o svuotando una cantina o solaio e il titolare del mercatino non ne ha compreso il potenziale valore storico e commerciale.
per gli atlantisti :lol: in teoria questo plastico dovrebbe essere un pezzo paragonabile a quello che per noi rivarossisti rappresentano gli antichi plastici modital insomma al di là del fatto che piaccia non piaccia è però senza dubbio un pezzo da museo del giocattolo.
poi certo l'interesse reale e il valore del plastico non lo so quantificare non avendoli appunto mai visti in vendita ,ma è facile immaginare che per un appassionato del genere il valore sia ben più di 60 miseri euretti .
almeno io personalmente la vedo cosi .
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tricx » 28 gen 2020, 21:41

Grazie delle preziose informazioni e della tua apprezzata opinione. [09.gif]
Quanto ai tetti, credevo che anch'essi costituissero un pezzo unico con tutto il resto, stampato sull'unica lastra di plastica termoformata.... ma in effetti hai ragione, sarebbe stato impossibile poterlo fare :roll:

Ma per la riparazione dell'angolo, che cosa suggeriresti ? E infine per il fissaggio dei binari ? Il materiale è piuttosto poco resistente ( e vecchiotto ) ed i chiodini non credo che terrebbero molto... a meno di non mettere sotto la superficie inferiore della plastica, dei pezzi di compensato per trattenerli ed irrobustire la presa. Inoltre le traversine di quei binari non mi sembra che presentino i buchini per i chiodini sottili, presenti invece nei materiali moderni.
Infatti, come si vede dalle foto attuali, dei chiodacci con la testa larga sono piantati in mezzo alle traversine.... con l'effetto orrendo che ne deriva.

Grazie comunque della "consulenza" e saluti.
Riccardo.
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda berto75 » 29 gen 2020, 16:20

Tricx ha scritto:G

Ma per la riparazione dell'angolo, che cosa suggeriresti ? E infine per il fissaggio dei binari ? Il materiale è piuttosto poco resistente ( e vecchiotto ) ed i chiodini non credo che terrebbero molto... a meno di non mettere sotto la superficie inferiore della plastica, dei pezzi di compensato per trattenerli ed irrobustire la presa. Inoltre le traversine di quei binari non mi sembra che presentino i buchini per i chiodini sottili, presenti invece nei materiali moderni.
Infatti, come si vede dalle foto attuali, dei chiodacci con la testa larga sono piantati in mezzo alle traversine.... con l'effetto orrendo che ne deriva.

Grazie comunque della "consulenza" e saluti.
Riccardo.

Penso che se lo vuoi restaurare nell'angolo la soluzione da te prospettata con striscia di plasticard combinata con resina o stucco appropriato sia senz'altro valida (13) tra l'altro una volta restaurato e dipinto nell'angolo , nella parte ripristinata all'interno , non si dovrebbe vedere il lavoro di restauro perché il plastico sotto dovrebbe essere coperto da una base in cartone rigido della dimensione del medesimo , presumo la stessa base in cartone servisse oltre che a dare rigidità all'insieme a garantire anche il piano di appoggio dello stesso binario all'interno della galleria ;
dico presumo perché ovviamente non ho mai visto o toccato con mano dal vivo un plastico ferroviario atlantic non so come si presenta "sotto".
le rotture angolari sono comunque il tallone di achille di quasi tutti i plastici/diorami atlantic è molto difficile trovarli perfettamente integri negli angoli considerando poi che venivano "giocati "dai bambini .
Hai ragione ho controllato i miei binari lima express primordiali effettivamente nessuno presenta [lupe.gif] forellini o buchi sulle traversine per un eventuale fissaggio dei medesimi con chiodini il che spiega perchè sul plastico tali binari fossero fissati con ORRENDI larghi chiodoni a testa piatta era l'unico modo, senza ricorrere all'incollaggio ,per fissarli al piano .
Sono convinto che il plastico venisse fornito già completo dei binari lima express che erano quasi certamente fissati in negozio.
se fosse mio i chiodoni, anche se indubbiamente antiestetici li lascerei (ma questo solo nel caso i chiodoni non fossero arrugginiti e qui invece lo sono magari li sostituirei con chiodi analoghi cercandoli dal ferramenta) perchè il sistema di fissaggio originale era questo , poi certo uno è libero di incollare magari solo in un punto qualche binario che sarebbe sufficiente a fissare un circuito così semplice .
Bisognerebbe poi anche verificare se la testa piatta del chiodone non tocca o ostacola in qualche modo la marcia della locomotiva altrimenti in questo caso meglio rimuoverlo .
però è anche vero che il buon senso suggerirebbe di rimuovere comunque chiodi così arrugginiti che sono potenzialmente un rischio per la salute ,che come dicevo ,se magari uno si punge accidentalmente rischia di prendersi il tetano (x) ma questi sono i rischi del mestiere ..forse molti non ci pensano ma la ruggine è sempre meglio evitarla.
FA un certo effetto però pensare che su questo plastico molto probabilmente possano averci messo la mano i 2 fondatori dell'ATLANTIC visto che venivano realizzati nel retrobottega del loro negozio di giocattoli a Milano .
caro tricx ma lo prendi o non lo prendi Yellow_Flash_Colorz_PDT_02 ? è questo il vero grande dilemma :mrgreen: -1-
perdere un oggetto rarissimo o prendersi una schioppettata con sale grosso ? ass1 laught16 laught16
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda berto75 » 29 gen 2020, 16:36

i
Tricx ha scritto:Si

Quanto al trenino da abbinare, credo proprio che non ci siano problemi: senza andare così ai primordi, per quanto mi riguarda, il mio primo "Lima Express" che ho mostrato quale mio "contributo" nel Forum "Lima Tribute", potrebbe andare benissimo come dimensioni e percorribilità e sarebbe anche perfettamente coerente come epoca, E poi anche qualche E 69 Lima con relativi adatti convoglietti si adatterebbe perfettamente a quel percorso....
Saluti. Riccardo.

hai ragione l'abbinamento sarebbe proprio appropriato ... e in seguito potresti aggiungere sulle strade delle automobiline vintage esempio anche quelle facilmente reperibili in plastica della ingap ( le puoi trovare sciolte ai mercatini ) tu hai già la nash blu che hai messo su un pianaletto lima.. dev'essere proprio uno spasso farle scivolare dalla discesa !!
e le strade sono così belle larghe e invitanti ... :mrgreen:
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tartaruga87+ST » 31 gen 2020, 23:38

Ciao TricX

Grazie per le bellissime foto che hai postato! Molto interessanti anche perchè permettono di vedere uteriori particolari di questi misteriosi plastici. Io li trovo molto interessanti e mi piacerebbe averne uno. Avevo fatto un pansiero anche per un plastico Lima da esposizione ma ci ho rinunciato. Certo qui la tentazione di acquistarlo sarebbe molto più forte conoscendo la rarità del modello ma non ho lo spazio (x) .

Stefano
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Re: Plastici ferroviari Atlantic

Messaggioda Tricx » 1 feb 2020, 11:24

Ben ritrovato, Stefano, e grazie soprattutto a Te e a Berto per avermi fatto conoscere una cosa che mi aveva si incuriosito, ma alla quale non avrei saputo trovare risposta e che sarebbe passata sotto i miei occhi senza quella attenzione....ed anche "rispetto" che meritava... -2-

Saluti. Riccardo
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