NonsoloRR



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Rivarossi-Memory.it
"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
Già da tempo in contatto con loro, abbiamo insieme deciso di creare una sezione del forum dedicata al loro sito.
Naturalmente per prima cosa, per chi non l'avesse ancora fatto, vi consiglio di andare a visitare il sito http://www.rivarossi-memory.it e di studiarlo per bene visto che contiene buona parte della storia del fermodellismo Italiano per poi venire qui e parlarne con noi e con loro!
Vi aspettiamo numerosi!!!
Lo staff di ferramatori.it e di rivarossi-memory.it"

Re: NonsoloRR

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 5 giu 2018, 23:53

Ora vediamo invece un esempio su cui cogitare a lungo:il "Bobber" Caboose RR inserito di solito nei convogli old-time Pocher/RR
prendiamo uno degli esempi su RRM
Riva   Caboose   V&T  05.jpg

Abbiamo dimostrato, in altra sede che il primissimo caboose, Rivarossi lo aveva copiato da Mantua (come del resto in seguitò metterà in catalogo i caboose a carrelli Athearn col solo carrello e aggancio cambiati.
Il suddetto Bobber Caboose (mi sembra...ma correggetemi se sbaglio!) si riteneva un nuovo stampo creato da RR (o da Pocher?) come evoluzione/semplificazione del primo copiato: trafila seguita da moltissimi carri (ad esempio gli Hopper o i già citati Caboose a carrelli)
Ora però se guardate queste foto cosa mi dite?
Vintage Tyco-Mantua Caboose01.jpg
Caboose di Tyco/Mantua

Vintage Tyco-Mantua Caboose03.jpg
Caboose di Tyco/Mantua 2

----bhe! però la livrea è diversa... laught16
Saluti da Oliviero
Oliviero Lidonnici

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Re: NonsoloRR

Messaggioda berto75 » 6 giu 2018, 22:34

Tecnicamente hai ragione Oliviero almeno riguardo ai caboose AHM roco e Taiwan si tratta non di cloni ,ma di imitazioni comunque molto ingannevoli (x) per un rivarossista poco esperto...
IN SOSTANZA riassumendo ,sia Roco che il misterioso fabbricante di Taiwan han realizzato una abile imitazione incrociata dei caboose athearn (carrozzeria ) e RR (telaio) han cioè riprodotto molto bene le carrozzerie dei caboose ATHEARN innestate sopra fondini copiati invece dai nuovi caboose RR , fondini che comunque (almeno nel caso da me accertato del caboose di Taiwan) han dimensioni perfettamente compatibili con quelli dei caboose RR tanto da essere di fatto intercambiabili con quelli RR .
Oliviero Lidonnici ha scritto:[A mio avviso, se lo stampo è diverso, il solo numero (ed il logo) riprodotto uguale non può definirsi copia di un altro modello ma semplice riproduzione dello stesso rotabile.
Facciamo un esempio se un rotabile (vero) è restaurato e conservato in un museo oppure la sua foto è riportata come esempio su una diffusa pubblicazione tematica sui treni, è normale che molte ditte diverse lo prendano come modello per le loro riproduzioni. Direte che è poco probabile? Ma con una giustificazione di questo tipo nessun giudice condannerebbe mai di plagio una ditta accusata di "copiatura". Al massimo dovremmo parlare di imitazione
Saluti da Oliviero

Ragionando condivido la tua opinione , è vero il fatto che in diversi casi siano stati adottati gli stessi identici numeri di servizio dei carri RR giustamente ,come dici tu , di per sé non è motivo certamente sufficiente per un accusa di clonaggio/plagio poiché teoricamente i diversi produttori potrebbero benissimo aver deciso di riprodurre ( ma tutti ? :? ) uno stesso modello reale che riportava quelle insegne e iscrizioni di servizio, comunque già questo denota una totale assenza di fantasia :cry: da parte dei fabbricanti.
Voglio dire capirei l'eventualità in cui i diversi produttori abbiano voluto riprodurre una loco particolare o famosa (perché legata a un importante evento storico o FERROVIARIO) di cui nella realtà esiste ,per esempio, un unico esemplare ,è ovvio che in questo caso il modellino in scala di quella loco riprodotto da ciascuna delle diverse case modellistiche avrà sempre lo stesso identico numero di servizio per tutti, poiché ovviamente nella realtà quella loco esiste in un solo esemplare con solo quel determinato numero di servizio .
Ma nel caso di carri merci di tipologia peraltro molto comuni come i gondola o i caboose presumo che ogni singola compagnia ferroviaria americana ne possedesse a decine nel suo parco di rotabili , quindi possibile che tutti i diversi produttori abbiano deciso di riprodurre tutti sempre lo stesso tipo di gondola ad esempio Burlington ( RR , ROCO ,TAIWAN ) con quello stesso numero di servizio ?
ad esempio se esistono, si fa per dire, 30 GONDOLA DELLA BURLINGTON perché tutti i diversi produttori devono riprodurre sempre e solo quello con il numero E 3166 ? Cosa cavolo avrà di particolare il carro gondola E 3166 per essere riprodotto da tutti ?
CERTO NULLA VIETA A TUTTI DI RIPRODURLO ,CI MANCHEREBBE , ma personalmente non mi è possibile non pensare che i vari produttori si siano copiati a vicenda.
POI nel caso del gondola Burlington della ROCO apparentemente sembrerebbe un vero clone , (come il gondola RR anni 50 è indubbiamente un clone di Varney )ma teoricamente potrebbe anche essere uno stampo RR originale prestato da RR a ROCO ,QUESTO è però ,allo stato attuale, impossibile saperlo almeno fino a quando qualcuno di noi non avrà tra le mani un gondola Roco per confrontarlo direttamente con un gondola RR.

Quanto ai caboose arancioni della WESTERN & ATLANTIC sono molto sconcertato e perplesso :-o :-o :? :? sembrano a tutti gli effetti caboose RR (e dagli il numero di servizio 21 è sempre :roll: lo stesso di quello RR tanto per cambiare!! ) , ma sei veramente sicuro Oliviero che i 3 caboose DELLA W&A da te evidenziati siano dei modelli TYCO /Mantua ?
E non invece RR per AHM ?
La velatura interna della ruota (che si intravede nel PRIMO caboose in alto a sinistra [lupe.gif] ) con motivo a spirale in rilievo mi pare quella classica propria dei carri RR per AHM…. MA ormai non sono più sicuro di niente ...
Certamente il caboose verde MAI VISTO :shock: :shock: è comunque identico al caboose arancione :-o :-o ohibò?
Perdonatemi nel caso abbia detto cappellate [ops.gif] ma non ci capisco più nulla ... ormai sto dando i numeri (x) e perdendo la lucidità con tutte queste copie/cloni ..
confusi -4- berto75
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Re: NonsoloRR

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 7 giu 2018, 0:32

berto75 ha scritto: IN SOSTANZA riassumendo ,sia Roco che il misterioso fabbricante di Taiwan han realizzato una abile imitazione incrociata dei caboose athearn (carrozzeria ) e RR (telaio) han cioè riprodotto molto bene le carrozzerie dei caboose ATHEARN innestate sopra fondini copiati invece dai nuovi caboose RR , fondini che comunque (almeno nel caso da me accertato del caboose di Taiwan) han dimensioni perfettamente compatibili con quelli dei caboose RR tanto da essere di fatto intercambiabili con quelli RR .
.... teoricamente i diversi produttori potrebbero benissimo aver deciso di riprodurre ( ma tutti ? :? ) uno stesso modello reale che riportava quelle insegne e ....
......
Ma nel caso di carri merci di tipologia peraltro molto comuni .... personalmente non mi è possibile non pensare che i vari produttori si siano copiati a vicenda.
......teoricamente potrebbe anche essere uno stampo RR originale prestato da RR a ROCO .....
..... ma sei veramente sicuro Oliviero che i 3 caboose DELLA W&A da te evidenziati siano dei modelli TYCO /Mantua ?
E non invece RR per AHM ?
La velatura interna della ruota (che si intravede nel PRIMO caboose in alto a sinistra [lupe.gif] ) con motivo a spirale in rilievo mi pare quella classica propria dei carri RR per AHM…. berto75

Troppe domande per poche risposte e comunque in mancanza di documenti storici..solo illazioni. Ma è solo quello che possiamo fare.
alla maniera dei Sofisti ti proporrò due versioni del tutto antitetiche ma ambedue ammissibili. Il mio lavoro era nel campo della progettazione e partendo dal progetto quotato si realizza un plastico che deve rispettare in scala perfetta il progetto. Quindi se parto da un completo progetto quotato (piante, prospetti, sezioni e planimetria) il plastico che realizzo deve essere perfettamente riprodotto in scala. Se passo il progetto ad un professionista serio e gli chiedo di realizzare il plastico del mio progetto mi aspetto che lui ottenga risultati di pari livello. Quindi non capisco perchè meravigliarsi se due modelli che riproducano lo stesso prototipo abbiano identiche misure. Dovrei invece meravigliarmi del contrario ovvero noterei che uno dei due costruttori è incapace di riprodurre in scala perfetta quel prototipo.
ESEMPIO esplicativo
zx.1949-01 MRR- Caboose Scheda.jpg
Scheda con disegni quotati di un Caboose a carrelli presentato sulla rivista Model Railroader (gennaio 1949)

Se confronti la suddetta scheda con un modello Athearn (oppure Rivarossi anni '50) noterai che sono precisi anche nel numero dei bulloni (e adesso non chiamatemi "contachiodi" :lol: )
zx.3-1950.XI-RoundHouse (vedi il caboose).jpg
Se cerchi bene troverai un caboose RoundHouse che pare proprio uguale. (MRR Gennaio 1950)

zx.4 Fleischmann (vedi il caboose).jpg
Poi arriva Fleischman e ci aggiunge pure il suo (cerca nel mucchio)

Qui non stiamo parlando di Mehano o di ditte cinesi o coreane. Roundhouse i suoi modelli li realizza interamente in fusione di metallo bianco (come i soldatini) quindi ipotesi di clonaggio di stampi sono fuori luogo.
Sono quindi tre ditte molto preparate che hanno riprodotto un prototipo comune "con grande cura"
Ho detto bianco e ora dico nero:
berto75 ha scritto:.... ma sei veramente sicuro Oliviero che i 3 caboose DELLA W&A da te evidenziati siano dei modelli TYCO /Mantua ?
E non invece RR per AHM ?
berto75

Sono sicuro che sono carri venduti sotto il marchio Tyco-Mantua ma non sono sicuro che li abbia fatti "lui" come non sono sicuro che Rivarossi abbia clonato il gondola Varney ma mi permetto di supporre che potrebbe essere il contrario! (Come ho già ipotizzato in altra sede)
Le strategie di mercato sono oscure anche oggi e qui parliamo di cose avvenute circa 70 anni fa. Ricordiamo che il potere contrattuale di RR in quel momento è vicino allo zero. RR si limita a "mettere in mano" a Polk i suoi modelli e sta a guardare aspettando di entrare nel gioco. Polk gestisce il mercato e vende indifferentemente prodotti di Varney, di Mantua, Atlas, RoundHouse e tanti altri compreso Marklin e Fleischmann. Potrebbe essere stato un accordo di mercato tra vari marchi che sotto la regia di Polk si sono scambiati gli stampi per ampliare a costi inferiori la propria produzione. Non sapremo mai esattamente cosa è successo.
E qui mi fermo non perchè ho finito gli argomenti ma perchè mi sto dilungando su ipotesi sempre più fantasiose e difficilmente verificabili.
Saluti da Oliviero
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Re: NonsoloRR

Messaggioda Max 851 » 7 giu 2018, 8:07

Grazie Oliviero, finalmente dopo 50 anni ho capito da dove veniva il caboose A.T.&S.F. con il numero 1951 prodotto dalla Maerklin a partire dagli anni 60!
Evidentemente quando a Goeppingen hanno deciso di realizzare qualcosa di americano, verso il 1965, non hanno utilizzato documentazione originale delle compagnie ferroviarie interessate ma, almeno nel caso del caboose, hanno ricavato i dati necessari da Model Railroader!
Quanto l'ho cercato quel carro all'epoca! Ricordo che - pur non essendo mai stato un americanista - volevo a tutti i costi un caboose che mi sembrava un veicolo particolarmente affascinante e così girai tutti o quasi i negozi di Roma, che allora non erano pochi, senza esito. Alla fine mi accontentai di un caboose a due assi RR in scatola di montaggio.
A proposito, in tutta questa girandola di cloni, imitazioni e stampi passati di mano, ma perché secondo voi i bobber caboose RR "moderni" (ERIE e READING) erano diversi nello stampo della cassa da quelli "western" V.&T.R.R. e simili (parlo della presenza o meno delle lanterne, o fanali che siano, sul lucernario)?
Massimiliano
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Re: NonsoloRR

Messaggioda Tricx » 7 giu 2018, 19:33

Ultimamente i messaggi si sono susseguiti ed affastellati, concernendo molteplici aspetti ed esemplificazioni di vari casi riferiti al complesso problema delle "imitazioni", "copiature", "clonazioni"....o come le volete chiamare (...ma alla fine io vedo ben poche distinzioni tra un concetto e l'altro...), per cui mi è difficile dare una risposta specifica per ciascuno degli aspetti trattati.

Oliviero Lidonnici ha scritto:Purtroppo continuo a non condividere il metro che usate per stabilire se un modello è clonato o meno


In virtù di quanto emerso ultimamente, non so neppure se vi sia ancora un "metro" per stabilire alcunchè.... :?
Anche Rivarossi che pareva essere stata "imitata", pare invece ora doversi annoverare nella schiera degli "imitatori"... :oops: :? tanto che nell'esempio proposto da Oliviero
download/file.php?id=29216&mode=view
del "gondola" Pennsylvania di Varney, la copiatura-imitazione-clonazione mi pare senza dubbi posta in essere da RR ai danni della americana.

Anche il caso dei "bobber caboose" mi pare doversi mettere nello stesso solco.
Personalmente poi ritengo che possa rientrare nel concetto di copiatura-imitazione-clonazione anche il caso delle livree e scritte diverse, essendo più che sufficienti le forme, "l'idea" e gli stampi" a "goccia d'acqua".
E la cosa è ancor più manifesta, quando si vedono, come nei vari esempi ultimamaente portati, somiglianze e specularità assolute anche in tante particolarità dei telai e dei sottocassa, nei modi di incastro, nei sistemi di fissaggio dei carrelli e degli organi di aggancio e in tanti altri particolari costruttivi "nascosti" o di minore rilievo.

Continuo a ritenere che se due ditte si pongono in competizione in contemporanea sullo stesso modello dallo stesso prototipo, in maniera pienamente autonoma, ( ammesso e non concesso che possano disporre sempre della medesima identica documentazione "di partenza"), il risultato, pur con le stesse dimensioni e proporzioni non potrà essere assolutamente identico, speculare, sovrapponibile e con le stesse caratteristiche costruttive, come i troppi esempi che si sono visti.
E non parlo solo delle inevitabili differenze che ci sarebbero tra le livree e le scritte, le tonalità di colore ecc., delle due ipotetiche concorrenti...

Quindi, secondo me, non scrimina l'imbroglione il fatto di aver astutamente modificato qua e là sullo stampo qualche bullone, quando comunque l'idea generale sia ispirata all'opera ed al modo realizzativo altrui, anteriore nel tempo.
Se poi non c'è imbroglio perche in realtà c'era stato "accordo" è questo un fatto diverso che non modifica quanto premesso, ma lo avalla.

Anzi, a questo proposito, proprio il fatto che per decenni, fabbricanti sparsi in ogni parte del mondo abbiano realizzato gli stessi identici ( salvo particolari infinitesimali, sostanzialmente trascurabili ) carri e veicoli ferroviari, a fronte dell'enorme parco ferroviario a loro disposizione per realizzazioni veramente autonome e originali, mi induce sempre di più a ritenere che alla base vi siano state vere e proprie intese tra i vari costruttori ( come ventilato anche da parte di altri ) per ampliare il novero dei modelli di ciascuno, con lo sforzo tecnico e materiale ed onere finanziario minore possibile...

A questo punto comincio anche a ritenere che con la cessione in uso di uno stampo, passasse anche il "corredo" di tampografie e scritte utili a rifinire determinati modelli.
Nno so come si realizzano ora nè come si realizzavano allora gli "stampi" originali delle tampografie, in che materiali erano fatti, quali erano i processi per realizzarli e le modalità di utilizzo di essi, ma quello che ho visto di recente nei vari esempi di carri postati, è la assoluta identicità per forma, proporzioni, posizione delle varie scritte e lettere, marchi, stemmi, che formano quelle tampografie.

Qualcuno magari dirà (...io non lo so assolutamente...) che non era nè difficile, nè costoso realizzarle in proprio.
Bene, a parte la ricorrente identicità assoluta di forme e linee di quelle scritte, cosa non probabile se derivante da una realizzazione autonoma e non "ispirata" ( in qualche modo anche solo dalla visione di un esempio concreto...), anche se qui ci troviamo in ambito di realizzazioni e lavorazioni "industriali".
viene da chiedersi perchè se era così facle realizzxarle, non ne venivano fatte almeno parzialmente diverse, cercando di realizzare qualche prototipo "gemello".
Non credo affatto, anche in questo caso, che non vi fosse ampia documentazione disponibile e plurimi esempi ai quali ispirarsi.... eppure così tanti casi di carri identici negli stampi e nelle decorazioni... :shock:

Non credo poi che le varie Case modellistiche basassero le loro ricerche solo su riviste quali Model Rail Roader e similari e su qualche tavola da esse pubblicata.
Quelle informazioni potevano andare bene per i modellisti, gli appassionati che volevano cimentarsi in qualche autocostruzione "casereccia", non certo per delle industrie.
Non credo certo che le varie Compagnie americane fossero restie a fornire materiale e documentazione.
Anzi credo proprio il contrario: infatti vedere il proprio nome riprodotto in qualche modello era anch'esso un bel veicolo pubblicitario, che di certo non poteva essere sgradito a dei soggetti privati in competizione tra loro...

Visto che ne ho accennato, richiamo quanto postato da Oliviero circa la pubblicazione di tavole e quote progettuali di caboose SantaFè su Model Railroader:
download/file.php?id=29227&mode=view

Se ci si fa caso, mancano ad esempio immagini, quote e dettagli del telaio e del sottocassa.
Poteva una Casa modellistica prescinderne ? Certamente no, mentre un appassionato..."si arrangiava".

E ancora si noti:
le finestre del prototipo reale che si vede in fotografia, appaiono molto più "a filo carrozzeria" rispetto alle finestrature che si vedono sui vari modelli (RR compresa), che anzi sono abbastanza incavate verso l'interno rispetto al prototipo vero; inoltre nessuno sembra metter i vetri....che pur al vero c'erano !!!

Orbene, nessum fabbricante, per decenni, ha sentito l'esigenza di adeguare la sua opera a quei particoari "veri".
Nessuno si è industriato (...visto che si stava "tecnicamente sfrorzando" in una propria creazione autonoma, con tutto ciò che concerne questa cosa in fatto di costi...), per cercare di trovare una nuova modalità costruttiva, che rendesse più veritieri e più "fedeli" al prototipo quei particolari...!!
Nessuno che ad esempio abbia pensato di realizzare il modello in plastica trasparente, dipingendo poi il modello e realizzando così i vetri "a filo carrozzeria".
Viceversa tutti, per decenni, realizzano gli stessi tipi, con le stesse modalità degli altri...

Oliviero Lidonnici ha scritto:Le strategie di mercato sono oscure anche oggi e qui parliamo di cose avvenute circa 70 anni fa. Ricordiamo che il potere contrattuale di RR in quel momento è vicino allo zero. RR si limita a "mettere in mano" a Polk i suoi modelli e sta a guardare aspettando di entrare nel gioco. Polk gestisce il mercato e vende indifferentemente prodotti di Varney, di Mantua, Atlas, RoundHouse e tanti altri compreso Marklin e Fleischmann. Potrebbe essere stato un accordo di mercato tra vari marchi che sotto la regia di Polk si sono scambiati gli stampi per ampliare a costi inferiori la propria produzione. Non sapremo mai esattamente cosa è successo.

Questo discorso è assolutamente condivisibile e mi sembra di aver espresso analoghi concetti anche in precedenti messaggi e discussioni che toccavano analoghi temi.

A proposito proprio di AHM, poichè viene evidenziato il suo ruolo centrale nel rapporto plurimo e contempioraneo o viceversa alternato nel tempo con le varie Case modellistiche sopra citate ( praticamente tutte...!), si potrebbe ipotizzare che l'identicità non solo di modelli e stampi tra le varie Marche, ma anche l'identicità di livree e scritte, possa derivare dal fatto che la proprietà di quegli stampi e di quelle "vesti" dei modelli ( livree,simboli,scritte ), fosse proprio di AHM, che tra l'altro aveva l'esigenza di non variare tipo di modello o di livreea o anche di scritte e numeri, se si trovava nella necessità di cambiare "ditta appaltatrice", anche per non "disorientare" in continuazione la clientela e dover stravolgere i propri cataloghi ad ogni modifica di "partner" contrattuale...

Infine:
Max 851 ha scritto:A proposito, in tutta questa girandola di cloni, imitazioni e stampi passati di mano, ma perché secondo voi i bobber caboose RR "moderni" (ERIE e READING) erano diversi nello stampo della cassa da quelli "western" V.&T.R.R. e simili (parlo della presenza o meno delle lanterne, o fanali che siano, sul lucernario)?


E' quello che mi sono sempre chiesto anch'io...! [09.gif]

Scusate se sono stato troppo prolisso.
Un saluto a tutti.
Riccardo.
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Re: NonsoloRR

Messaggioda berto75 » 8 giu 2018, 17:43

Ringrazio Oliviero e Tricx per le loro accurate osservazioni …...
Tricx ha scritto:Anzi, a questo proposito, proprio il fatto che per decenni, fabbricanti sparsi in ogni parte del mondo abbiano realizzato gli stessi identici ( salvo particolari infinitesimali, sostanzialmente trascurabili ) carri e veicoli ferroviari, a fronte dell'enorme parco ferroviario a loro disposizione per realizzazioni veramente autonome e originali, mi induce sempre di più a ritenere che alla base vi siano state vere e proprie intese tra i vari costruttori ( come ventilato anche da parte di altri ) per ampliare il novero dei modelli di ciascuno, con lo sforzo tecnico e materiale ed onere finanziario minore possibile...

A questo punto comincio anche a ritenere che con la cessione in uso di uno stampo, passasse anche il "corredo" di tampografie e scritte utili a rifinire determinati modelli…..

Orbene, nessum fabbricante, per decenni, ha sentito l'esigenza di adeguare la sua opera a quei particoari "veri".
Nessuno si è industriato (...visto che si stava "tecnicamente sfrorzando" in una propria creazione autonoma, con tutto ciò che concerne questa cosa in fatto di costi...), per cercare di trovare una nuova modalità costruttiva, che rendesse più veritieri e più "fedeli" al prototipo quei particolari...!!
Nessuno che ad esempio abbia pensato di realizzare il modello in plastica trasparente, dipingendo poi il modello e realizzando così i vetri "a filo carrozzeria".
Viceversa tutti, per decenni, realizzano gli stessi tipi, con le stesse modalità degli altri...

Un saluto a tutti.
Riccardo.

COMINCIO sempre di più a convincermi anch'io che ci fossero delle intese tra i vari costruttori /MARCHI che collaboravano con AHM poiché giustamente come ha rilevato l'amico TRICX CI SONO TROPPE, TROPPE affinità tra i vari carri sia a livello costruttivo , sia a livello generale di finiture sia a livello di tampografie e che questo sistema di copiaggio fosse FORSE tollerato …..
Caboose e gondola a parte le rassomiglianze sono poi fortissime anche per quanto concerne i carri ahm tipo Hopper anche questi prodotti o meglio replicati -1- da diversi produttori tra cui Roco :shock: , Hong kong la solita Taiwan..... (x) tali carri si presentano di fatto come copie/cloni dei carri Hopper athearn-RR e RR....

MAMMA MIA CHE RISOTTO era AHM (x) !! MESCOLATI IN QUESTO RISOTTO OVVIAMENTE C'ERANO ANCHE GLI HOPPER RR ORIGINALI !
ecco le foto sotto tratte a scopo documentario da e bay
-4-
Allegati
boston e maine hopper rrm.jpg
immagine tratta da RRM
roo hopper .jpg
carro hopper della Roco con il numero di servizio 71714 anziché 71717 di quello RR., MA su RRM è specificato che anche RR avrebbe usato questo numero di servizio 71714
hopper austria roco.jpg
il carro hopper della austriaca Roco ha LE BOTOLE di scarico apribili come quello della athearn-RR!
hopper minneapolis rrm.jpg
IMMAGINE TRATTA DA RRM DEL CARRO TIPO HOPPER DELLA Minneapolis e ST. Louis
hopper hong kong mn.jpg
hopper hong kong.jpg
hopper hong.jpg
FONDINO DEL CARRO HOPPER DI HONG KONG
canadian rrmemory.jpg
immagine tratta da RRM del carro tramoggia della Canadian National
canadian taiwan.jpg
QUESTO CARRO HOPPER è DI TAIWAN
cn taiwan.jpg
IL CANADIAN NATIONAL DI TAIWAN HA LO STESSO NUMERO DI SERVIZIO DEL CARRO RR
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Re: NonsoloRR

Messaggioda berto75 » 8 giu 2018, 17:51

e QUESTO ? Quando uno sta perdendo le speranze finalmente :yahoo: salta fuori UN vero RR -AHM !!
-4- berto75
Allegati
peabody rivarossi.jpg
sull'intelaiatura nera centrale si legge in rilievo Como -Italy
ahm peabod.jpg
ahm peabody.jpg
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Re: NonsoloRR

Messaggioda Tricx » 8 giu 2018, 18:36

berto75 ha scritto:Quando uno sta perdendo le speranze finalmente salta fuori UN vero RR -AHM !!


Guarda meglio anche il Minneapolis St.L..... [lupe.gif] Io non so se il carro mostrato sopra la sua "culla" fuori della scatola sia lo stesso che mostra all'obiettivo il suo sottocassa...
me se guardi meglio quest'ultimo, vedrai che porta scritto Rivarrossi Como Italy....

Grazie comunque delle tue continue ricerche..... [09.gif]

Saluti. Riccardo.
Tricx

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Re: NonsoloRR

Messaggioda berto75 » 8 giu 2018, 20:02

Hai ragione Tricx l'hopper Minneapolis [lupe.gif] è RR :? !!
ho ricontrollato la foto del fondino è sempre dello stesso carro digita: AHM # 5460 HO Scale Vintage Open Top 40' 70 Ton Quad Hopper "M.&St.L." RTR
il venditore americano ha allora inserito un hopper RR in una scatola AHM che originariamente conteneva un hopper made in kong kong (x) :lol: !!
non avevo notato la scritta davo per scontato fosse di Hong kong dato che viene venduto in una scatola con quella dicitura.
Anche gli americani a quanto pare non ci capiscon niente laught16
buona serata a tutti berto75
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Re: NonsoloRR

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 8 giu 2018, 23:27

berto75 ha scritto:Hai ragione Tricx l'hopper Minneapolis [lupe.gif] è RR :? !!
ho ricontrollato la foto del fondino è sempre dello stesso carro digita: AHM # 5460 HO Scale Vintage Open Top 40' 70 Ton Quad Hopper "M.&St.L." RTR
il venditore americano ha allora inserito un hopper RR in una scatola AHM che originariamente conteneva un hopper made in kong kong (x) :lol: !!
berto75

Non del tutto: la cassa col telaio sono Rivarossi ma i carrelli sono sullo stampo di Tempo e se guardate bene [lupe.gif] hanno la scritta ahm :lol:
(anche il Peabody)
Quindi tecnicamente sono ahm (cassa Rivarossi e carrelli ahm) nello stesso modo in cui i carri Athearn con i carrelli Rivarossi sono....Rivarossi :mrgreen:
A questo punto mi sembra di intravedere una "legge non scritta" che vige in America: il carrello decide la marca del produttore:
Un carro Varney coi carrelli Rivarossi è Rivarossi, un carro Athearn coi carrelli Rivarossi è Rivarossi, Un carro "Vattelapesca" coi carrelli ahm è ahm laught16 Chi si sente di dirmi che non è così? -1- :lol: (x)
berto75 ha scritto:MAMMA MIA CHE RISOTTO era AHM (x) !! MESCOLATI IN QUESTO RISOTTO OVVIAMENTE C'ERANO ANCHE GLI HOPPER RR ORIGINALI !
ecco le foto sotto tratte a scopo documentario da e bay
-4-

Non penso che dovremmo meravigliarci o peggio scandalizzarci così tanto: ragionateci un attimo sopra, con calma, dopo aver bevuto una camomilla doppia. :mrgreen:
AHM (ahm) non è mai stato un produttore ma un semplice distributore di numerosissime marche che molto probabilmente è nato o almeno si è sviluppato approfittando delle famose tasse sui prodotti di importazione che evitava di pagare, sovrapponendo il proprio marchio a quello dei vari Rivarossi, Roco, Mehano e varia altre ditte giapponesi, coreane....marziane ecc, ecc. (Come del resto, aveva già fatto AristoCraft).
Ora nel caso dei treni H0, per uniformità doveva in ogni modo rendere compatibile la produzione di molti, uniformandola con la sostituzione di agganci e carrelli su cui ovviamente metteva il proprio nome* (anche se li faceva fare sicuramente da altri....forse da Tempo). [Nota: *come del resto Rivarossi faceva a casa sua :D ]
Naturalmente vendeva quello che le case gli fornivano. Nel caso di RR, fino a che la ditta di Como ha tenuto in catalogo i "suoi" carri Athearn/RR, ahm a messo in scatola gli Hopper coi portelloni. Quando Rivarossi ha messo in catalogo i suoi nuovi carri "ristampati", ahm ci ha messo gli Hopper senza portelloni. Quando Il "marziano di turno" gli ha offerto carri similari ma più economici, ahm ha iscatolato i carri "marziani".......Ma che c'è di strano in tutto questo?
Saluti da Oliviero
Oliviero Lidonnici

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