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"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
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Vi aspettiamo numerosi!!!
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Messaggioda roaringanna » 1 giu 2010, 3:21

Qualche tempo fa, qualcuno (non ricordo chi nè a proposito di cosa - forse la Gru) propose di argomentare su 'Chi Ha Copiato Chi'. Trovo la cosa piuttosto eccitante, per cui inizio dal settore che meglio conosco: loco e carri Americani.
Nei primi anni '50 il mercato USA era estremamente appetibile per i Costruttori Europei: c' era un numero enorme di militari USA stanziati in Europa (oltre 500.000 solo in Germania), con disponibilità di denaro solitamente maggiore del cittadino medio Europeo, e che non chiedevano di meglio che portare un bel trenino ai loro figli quando tornavano a casa in licenza. Un fiume di modelli attraversò l' Atlantico in quegli anni - gli stessi che ora stanno tornando, grazie ad Ebay ed al favorevole cambio Eu/US$.
Tutti i Cataloghi furono ben presto gremiti di articoli per USA, e mentre con le loco si cercò quasi sempre di evitare sovrapposizioni per non restringere un mercato in cui ce n' era per tutti, in quanto ai carri ci se li copiò l' un l' altro in modo assolutamente spudorato.
A Rivarossi è doveroso riconoscere che ricorse in modo assolutamente marginale alla pratica (molto diffusa altrove) di 'Americanizzare' modelli di loco Europee, ma con i carri lo scopiazzamento fu quasi una regola.
La più saccheggiata fu la Varney, che negli anni '40 e '50 proponeva dei deliziosi kit di box e reefer in latta litografata, e flat, gondola e stock in plastica - tutti con carrelli molleggiati (e, fra l' altro, Dockside, Consolidation, GG1 ecc. - oltre a EMD FA/FB pressofuse che furono preda di Marklin).
Allego un po' di campionario, tutt' altro che completo...
VARNEY-PANORAMA.jpg
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Re: Spy Stories

Messaggioda Talgo49 » 1 giu 2010, 9:15

Non sò perchè ma ho la sensazione di avere già visto questi carri da qualche altra parte........ (4) .
A parziale scusa di un po' tutti i fabbricanti (anche americani) forse si può dire che , per ovvie ragioni commerciali, spesso l'interesse era rivolto verso le colorazioni più popolari e soprattutto appariscenti. Un bel convoglio multicolore, anche se magari non molto realistico, attirava senz'altro di più di una sfilza di carri marrone. Lo stesso si può dire delle locomotive diesel, spessissimo realizzate nelle livree di compagnie che non hanno mai posseduto quel tipo di locomotiva. Per fare un esempio banale penso non vi sia fabbricante al mondo che non abbia realizzato una EMD F7 nei colori" Mc Ginnis" della New Haven, anche se la NH non ha mai posseduto nella realtà questa locomotiva.
L'affetto di Roaringanna verso Rivarossi è evidente (7) ma tutti conosciamo quelle simpatiche americanizzazioni (o invenzioni) come la 0-4-0 serie RR, la famosa Atlantic L SP, la 0-6-0 Erie e suoi derivati, la L 280/R, la A A/R-A DA/R, la Badoni americana nonchè tutte (dicasi tutte) le versioni della Fairbanks Morse; anche per modelli di produzione successiva ci sarebbe da discutere sull'aderenza alla realtà di alcune colorazioni.
La realtà è che allora, come oggi, "fatturare necesse est" (17)

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Re: Spy Stories

Messaggioda Giorgio » 1 giu 2010, 9:41

Ciao Roaring, che la 0-4-0 Varney avesse ispirato la prima loco americana di RR l'avevo notato, in quanto i Fratelli Polk che erano i primi importatori RR per gli USA distribuivano anche Varney e nel 1944 c'era un catalogo Polk con la 0-4-0 Little Joe, anche perchè non si spiega il perchè riprodurre un modello così poco diffuso.
Ma sei sicuro che tutti quei modelli raffigurati in foto siano Varney? Nei loro cataloghi anni '50 ne trovo solo alcuni: http://www.hoseeker.net/varneymiscellaneous.html

Come ho scritto nella "famosa" tesi (che a settembre pubblicherò in proprio che mi sono un po' rotto i co...oni di aspettare) Varney è probabilmente stata la prima ditta al mondo a realizzare treni H0 (non 00 come Marklin o Trix) con alimentazione CC a due rotaie. E se guardi i cataloghi degli anni 30'-'40 già erano pieni di dai tecnici e anche in questo ha "ispirato" i primi cataloghi RR. Era una ditta che puntava al modellismo già da allora e sicuramente all'avanguardia. Come dici è probabile che sia effettivamente l'ispiratrice dei modelli americani di tante altre marche.
Giorgio

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Re: Spy Stories

Messaggioda roaringanna » 2 giu 2010, 4:30

Dunque. Andiamo con ordine:
Talgo:
Il mio affetto per Rivarossi non è poi così incondizionato - direi meglio, circoscritto a certi modelli e soprattutto al periodo ante '65 circa. Ho già confessato altrove che il mio cuore è per Fleischmann (e vi sono grato per non avermi estromesso dal Forum per questo), il che non mi impedisce di ammettere che Flm produsse Pacific, Mikado, Mogul e Switcher 0-6-0 che altro non erano che sommarie "americanizzazioni" (a parte il tender, quando presente) delle loro BR01, BR41, BR24 e BR80. Con le Diesel il giochetto non era (per fortuna) possibile, e così Alco FA, Baldwin V1000 e l' orrenda EMD F7 in plastica riproducevano prototipi esistenti.
Rivarossi invece (a parte le livree di fantasia, non è questo il punto) indulse in modo insignificante a questa pratica, con alcuni modelli economici e poco significativi. FM, Dockside e Atlantic si rifacevano a veri prototipi USA (anche se le Classe 3000 SP le ho viste più che altro con tender Vanderbilt). Semmai ha fatto il contrario, "Italianizzando" la L SP in L 221. E anche la 280 mi sembra più "madre" che "figlia" della 740...
Questo per dare a Cesare ciò che è di Cesare.
Giorgio:
Sì, sono assolutamente sicuro che tutti i modelli rappresentati sono Varney, e per due ottimi motivi:
1)Sono tutte inserzioni su ebay.com che mi sono andati a piluccare giorno per giorno nelle ultime settimane;
2)Da un anno a questa parte, dati i prezzi sempre più proibitivi raggiunti da Rivarossi e Fleischmann anni '50, ho pensato di estendere la mia collezione ai Varney in latta (box, reefer e carrozze smoothside), e me ne sono accattato uno scatolone (i prezzi vanno da 5 a 15$), compresi tutti quelli della selezione (nella quale ho inserito solo quelli clonati da Rivarossi, e neanche tutti).
L' offerta di Varney era sterminata, ogni carro offerto con diversi car #, e trovarli tutti assieme in un catalogo e' impossibile. Anteguerra erano in legno con fiancate in cartoncino, dagli anni '40 in latta litografata con fondo prima in legno, poi in metallo pressofuso ed infine in plastica. Verso la fine anni '50 divennero tutti in plastica, con carrelli fissi e Factory assembled, e l' antica magìa era perduta per sempre.
Comunque, se qualcuno si vuole sbizzarrire, ebay.com poi Toys & Hobbies>Model RR,Trains>H0 Scale e una search su Varney mostrerà oltre 200 items attualmente in vendita, tra cui la Dockside in allegato.
Varney_Dockside_4.jpg
Varney_Dockside_2.jpg
Varney_Dockside_1.jpg
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Re: Spy Stories

Messaggioda Dario 1957 » 3 giu 2010, 22:31

ma sulla scatola della foto qui sopra, c'è la stessa immagine della B&O, che RR uso' su uno dei numeri di H0 dedicato ai treni americani e mi pare anche su un catalogo degli anni 60!!
Dario 1957

 

Re: Spy Stories

Messaggioda Talgo49 » 3 giu 2010, 23:04

Nulla di strano, non penso sia un caso di " copiatura" o che sottointenda una qualche forma di collaborazione; è solo una foto molto conosciuta di una locomotiva altrettanto popolare.

Gianni
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Re: Spy Stories

Messaggioda roaringanna » 4 giu 2010, 1:20

Ammetto di averla subdolamente aggiunta perche' ricordavo di averla vista in qualche Catalogo RR (difficile da dimenticare, con quel carro che sembra uscire dal nulla...)
Comunque, basta rileggersi l' intervista al Fondatore, in cui il medesimo ammette che la prima L B&O non era granchè, perchè prodotta frettolosamente su insistente richiesta dei Polk e praticamente desunta da una foto (magari proprio questa!); mentre la seconda edizione era molto meglio (difficile non essere d' accordo), avendo a disposizione una documentazione adeguata.
Con un tocco di sana perfidia, mi verrebbe da pensare che i Polk la prima volta gli abbiano dato la scatola, la seconda il contenuto...
Quanto sopra probabilmente risponde anche alla legittima domanda sul perchè riprodurre un prototipo così poco diffuso: i kit B&O Varney in pressofusione si vendevano come hot cakes, e i Polk cercavano un equivalente ready-to-run, che magari costasse anche meno.
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