Numeri sotto i modelli anni '50



Regole del forum
Rivarossi-Memory.it
"E' il link del bellissimo sito dedicato alla storia della vecchia Rivarossi.
Già da tempo in contatto con loro, abbiamo insieme deciso di creare una sezione del forum dedicata al loro sito.
Naturalmente per prima cosa, per chi non l'avesse ancora fatto, vi consiglio di andare a visitare il sito http://www.rivarossi-memory.it e di studiarlo per bene visto che contiene buona parte della storia del fermodellismo Italiano per poi venire qui e parlarne con noi e con loro!
Vi aspettiamo numerosi!!!
Lo staff di ferramatori.it e di rivarossi-memory.it"

Re: Numeri sotto i modelli anni '50

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 9 gen 2020, 21:33

Giorgio ha scritto: il mercato americano non era particolarmente esigente, ma molto attento al prezzo.
RR ha sempre cercato, nel corso degli anni, e in tutti i modi, di fare loco più economiche per gli USA:

Forse "negli anni" si...ma forse all'inizio no. Le loco americane (Varney, Mantua...ecc) erano tutte di metallo e molto fedeli alla realtà. Non mi sembra che la prima Dockside RR in bakelite abbia avuto un gran successo. Non ho documentazione storica attendibile, solo sensazioni e qualche "sentito dire" ma ho l'impressione che dopo i primi tentativi (tuttosommato maldestri) RR sia corsa ai ripari proponendo modelli ben più precisi ed allineati alla qualità della concorrenza e proposti a prezzi inferiori (a costo di rimetterci ma bisognava inserirsi nel mercato!). Per la Dockside c'era da entrare in concorrenza col famoso modello di Varney. Quindi telaio in metallo per la solidità ma con la novità della carrozzeria in polistirolo per la migliore qualità dei particolari. Il "botto" per il mercato americano fu grosso, infatti Varney dovette dimezzare presto il prezzo della sua locomotiva ed in seguito imitò RR rinunciando al metallo (nelle carrozzerie) a favore della plastica.
Certamente una volta entrata nel mercato RR cominciò a risparmiare proponenedo modelli sempre più semplificati (ma ha fatto la stessa cosa pure in Italia!)
Se non pensi sia possibile che il mio pensiero sia valido osserva questi esempi:
Model Railroader dic1955 (DockS-RR).jpg
Pubblicità RR su Model Railroader di dic.1955. La Dockside nell'ovale è la solita foto/disegno tolta dal catalogo e non è attendibile ma il convoglio è sicuramente fotografato: il pancone grigio chiaro dimostra che il telaio della loco è di metallo. L'intero convoglio RR costa quanto la sola locomotiva della Varney

berto75 ha scritto:Segnalo che anche sul fondino di questa B&O venduta su e bay in America, accoppiata a una vecchia 835 in scatola di montaggio del 1959, compare il famoso numerino decals 342. -4- Berto75

Dockside RR in America.jpg
Questa DockS. venduta in America è certamente molto vecchia: campanella in lamierino stampato, decalcomanie e poi telaio in lega di alluminio, cilindri in zama e solo il carter in nylon. Probabilmente risale al 1955/56 (.....se non prima!!!)

Ora ragioniamo su un altro fatto: le Dockside vendute in Italia nel 1954 avevano (LO DICE IL CATSALOGO RICAMBI!) il telaio in nylon. Anzi come abbiamo fatto notare tempo fa, la scheda della Dockside del catalogo ricambi del
......CONTINUA
Oliviero Lidonnici

Avatar utente
Moderatore Globale
 
Messaggi: 3641
Iscritto il: 3 dic 2010, 20:24
Località: Roma

Re: Numeri sotto i modelli anni '50

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 10 gen 2020, 0:37

Riprendo il discorso interrotto:
.....Anzi come abbiamo fatto notare tempo fa, la scheda della Dockside del Catalogo Parti di ricambio del 1 gennaio 1954, che presenta i ricambi di una B&O con telaio in nylon (e ovviamente con alimentazione diversa, in mancanza del telaio metallico) mostra una grafica più moderna (chiaroscuro e diversa assonometria) rispetto alla grafica del resto del catalogo. Questa grafica diversa mi porta a pensare che la scheda sia stata inserita in un secondo tempo, quando il catalogo era già pronto. Anzi sarei portato a pensare che quella scheda abbia sostituito una precedente che mostrava una diversa Dockside, presumibilmente con telaio metallico ed accessori adatti ad esso.
Ricambi 1954.jpg
La grafica della scheda B&O è diversa e più moderna delle altre schede dello stesso catalogo

Se poi confrontassimo il catalogo ricambi col catalogo generale dello stesso anno, noteremmo un abisso temporale: il modello standard è ancora quello vecchio in bakelite mentre il nuovo modello in plastica (col "nuovissimo" motore a sfere con vite senza fine) è più che altro descritto "a parole" e mostrato con un disegno piuttosto schematico.
Catalogo gdenerale RR 1954.jpg
Particolare tratto dal Catalogo Generale RR del 1954

Ricapitolando: in America si vendono B&O col telaio metallico, mentre in Italia (al 1 gennaio 1954) le B&O sono previste (e riparabili) solo col telaio di Nylon.... ma perchè di nailon? Non conosco nessun altra locomotiva RR col telaio in questo materiale. Si parla solo di bakelite o di metallo o di plastica (polistirolo). All'epoca anche altre ditte in Italia non mi risulta che abbiano utilizzato questo materiale. Ma il nylon veniva invece usato spesso nel modellismo americano: Varney, Mantua, Roundhouse, Athearn e altri utilizzavano assi in nylon per carri e carrozze.
Ora io avrei tutta una serie di ipotesi, dal mio punto di vista logiche ma comunque solo ipotesi, senza alcuna documentazione storica attendibile, quindi mi astengo dal formularle e lascio a Voi l'interpretazione di quanto detto. Puntualizzo però alcuni concetti che mi sembrano acquisiti: Certamente le Dockside col telaio metallico devono necessariamente essere state ideate per prime. Questi modelli non sono comunque da considerare come prototipi di preserie o modelli a tiratura limitata, ne abbiamo trovate e viste in giro moltissime e continuano ad "uscir fuori". Certamente modelli metallici e plastici per un certo periodo (almeno 1954-1957.....ma forse anche oltre) verranno prodotti contemporaneamente forse per essere indirizzati a mercati culturalmente differenti.
:mrgreen:
Saluti da Oliviero
Oliviero Lidonnici

Avatar utente
Moderatore Globale
 
Messaggi: 3641
Iscritto il: 3 dic 2010, 20:24
Località: Roma

Re: Numeri sotto i modelli anni '50

Messaggioda Tricx » 10 gen 2020, 10:16

Interessantissima analisi, Oliviero, che già ti avevo sentito formulare in altra/altre discussioni e che sostanzialmente condivido... [09.gif]
Parimenti il discorso di Giorgio già l'avevo anche sentito in precedenza ed anche in quel caso ( o quei casi ), pur riconoscendone degli elementi di verità, mi aveva lasciato un pò perplesso.

E ciò in quanto ritenevo e ritengo che il mercato americano fosse, specie negli anni '50 e '60, un mercato non solo ricco, ma straricco e non solo per l'ampiezza del medesimo, per il potenziale "numerico" che aveva, ma anche proprio per l'elevatissimo potere di acquisto che aveva all'epoca il cittadino medio americano, rispetto agli equivalenti europei ( anche dei paesi del nord Europa, che già avevano un tenore di vita che già gli si avvicinava ), ed in particolare rispetto alla media italiana.
Ricordiamo infatti la potenza del dollaro in quel periodo ed il fatto che proprio in virtù del cambio-monetario, le nostre esportazioni fondavano gran parte della loro concorrenzialità su quei mercati e tra queste, anche quelle della RR traevano beneficio.

In sostanza il cliente medio americano poteva permettersi il meglio e questo è durato ancora secondo me anche fino a quasi gran parte degli anni '70, seppure in maniera minore rispetto sicuramente agli anni '50.

Poi, può essere vero che il partner americano di Rivarossi, cui questa era legata a filo doppio...e anche triplo... avesse deciso col passare del tempo, una politica sempre più "aggressiva" e di allargamento verso le fasce di prodotto più economiche ( pur richiedendo un certo standard qualitativo ), con una sempre maggiore attenzione al fattore "prezzi" ed a questa politica Rivarossi abbia dovuto adeguarsi, andando a...limare... :lol: di conseguenza i vari "costi" e surplus il più possibile, dove era in grado di farlo.

Detto questo, credo che questi ultimi messaggi, che escono un pò dal "seminato" rispetto al tema principale dei numerini sotto i modelli RR, andrebbero quantomeno "ricopiati" e inseriti nella discussione a loro più congeniale, che ritengo quella della "evoluzione" della B&O, oppure riguardante la storia del fermodellismo negli USA. Oliviero, magari puoi provvedere Tu direttamente, così gli eventuali approfondimenti e la continuazione della discussione possono avvenire in sede più "mirata".

Saluti. Riccardo.
Tricx

Avatar utente
 
Messaggi: 1848
Iscritto il: 22 set 2011, 20:08
Località: L'epicentro del trifase

Precedente

Torna a Rivarossi - Memory

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 6 ospiti