Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercury e



Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercury e

Messaggioda Coccobill 62 » 18 mag 2020, 21:14

Buongiorno a tutti, come accennavo nel mio primo intervento a riguardo dei modelli Mercury in metallo ho cominciato ad interessarmi di modellini navali tipo Waterline negli anni 90, in particolare cercando notizie sui modelli obsoleti in metallo di varie marche che già conoscevo come collezionista di modelli di auto.

Tra questi dunque in primo luogo la produzione delle ditte Mercury ,Dinky Toys, Triang Minic e Wiking . In particolare quest’ultima che conoscevo praticamente solo per gli automodelli in scala H0 ed N ; scoprire la sua produzione iniziale degli anni 30 40 e 50 è stato particolarmente interessante, attraverso articoli su riviste specializzate tedesche o l’acquisto di libri dedicati all’argomento. Ricordo che negli anni 90 Ebay ancora non c’era o quantomeno non lo conoscevo ed i modelli navali tedeschi in metallo in Italia proprio non si vedevano..

Inizio la presentazione dei modelli militari tentando una sequenza cronologica in base all’anno di costruzione delle navi e raggruppando per marine di appartenenza, Regia Marina, Marina militare tedesca eccetera.
I primi due soggetti sono decisamente vecchiotti essendo stati costruiti ancora prima del 1900:

Lepanto.jpeg
Regia Marina Corazzata Lepanto 1883


Nella foto la nave da battaglia Lepanto della Regia Marina Italiana costruita negli anni 1876-1887 con una lunghezza di 124 m ed un dislocamento a pieno carico di 15654 Ton. fu anche per un periodo tra il 1890 ed il 1910 la nave ammiraglia della flotta italiana in tempo di pace. Nel 1914 venne radiata dal servizio essendo largamente superata dalla apparizione sulla scena nel 1906 delle corazzate tipo Dreadnought. Il modellino in metallo (la ditta non la ricordo) è marchiato HN521 lungo 100 Millimetri ed è discretamente dettagliato

Askold.jpeg
incrociatore Askold Marina Imperiale Russa 1900


Nella foto vediamo l’incrociatore protetto Askold della marina imperiale russa. Questa nave fu costruita a partire dal 1899 varata nel 1900 ed entrò in servizio nel 1902. L’aspetto molto inconsueto ed un po’ retrò fa pensare alla corazzata Potemkin citata nell’indimenticabile film Fantozzi che infatti venne costruita negli stessi anni.
L’incrociatore protetto Askold con una lunghezza di 132 m ed un dislocamento a pieno carico di 5950 Ton. era in grado di sviluppare una velocità massima di 23 nodi o 43 km/h ed aveva una autonomia di ben 4300 miglia nautiche, cosa piuttosto notevole per l’epoca. Questa nave venne radiata nel 1922.
Il modellino in metallo (forse Navis o Neptun, non ricordo) è lungo 107 millimetri. Da notare la presenza di ben cinque fumaioli cosa piuttosto rara presente solo su qualche altra nave francese dell’epoca.

Dante Alighieri.jpeg
Nave corazzata Dante Alighieri Regia Marina 1910


Nella foto qui sopra il modello della nave da battaglia Dante Alighieri, costruita tra il 1909 ed il 1910, entrata in servizio nel 1913, parteciperà alla prima guerra mondiale.
Era la prima nave corazzata italiana della tipologia “Dreadnought” con una lunghezza di 168 m ed un dislocamento a pieno carico di 21086 ton. e una potenza installata di 32.200 cavalli, sviluppava una velocità di 23 nodi o 43 km/h, rimarrà in servizio fino al 1928.
Il modellino in metallo prodotto dalla ditta Navis, Articolo numero N553 ha una lunghezza di 133 millimetri ed è ben dettagliato.

Conte di Cavour .jpeg
corazzata Conte di Cavour Regia Marina 1913


Giulio Cesare.jpeg
corazzata Giulio Cesare Regia Marina 1913


Conte di Cavour e Giulio Cesare.jpeg
conte di Cavour e Giulio Cesare a confronto


Nelle foto qui sopra la seconda e terza corazzata tipo Dreadnought, ovvero la conte di Cavour e la Giulio Cesare, entrambe appartenenti alla stessa classe e prodotte praticamente negli stessi anni e cioè dal 1910 al 1911 in servizio nel 1914/15 avevano una lunghezza di 169 m ed un dislocamento a pieno carico di 25086 ton. ,una potenza installata di 31 mila cavalli che consentivano una velocità massima di 21,5 nodi o 40 km/h. Entrambe queste navi furono radiate dal servizio nel 1928 per essere ricostruite negli anni dal 1933 al 1937 e quindi partecipare anche alla seconda guerra mondiale, anche se piuttosto superate. Non dettaglio l'armamento perchè non so se nella ricostruzione 33/37 sia stato modificato o aggiornato in qualche misura.

Il modellino della Conte di Cavour tutto in metallo è prodotto dalla Wiking, articolo numero 1500 e come si vede dalle foto è piuttosto grezzo. La lunghezza del Wiking è pari a 148 mm, mentre il Giulio Cesare è di Navis, articolo N502, ed è lungo 140 mm.

La nave corazzata Giulio Cesare dopo la seconda guerra mondiale verrà ceduta come risarcimento danni di guerra alla unione sovietica.
Continua…… A presto Paolo
Ultima modifica di Coccobill 62 il 20 mag 2020, 14:36, modificato 1 volta in totale.
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 19 mag 2020, 1:29

Coccobill 62 ha scritto:..... qui sopra la seconda e terza corazzata tipo Dreadnought, ovvero la conte di Cavour e la Giulio Cesare, entrambe appartenenti alla stessa classe e prodotte praticamente negli stessi anni e cioè dal 1910 al 1911 in servizio nel 1913/14
Entrambe queste navi furono radiate dal servizio nel 1928 per essere ricostruite negli anni dal 1933 al 1937 .....
Non dettaglio l'armamento perchè non so se nella ricostruzione 33/37 sia stato modificato o aggiornato in qualche misura.
.............................
Il modellino della Conte di Cavour tutto in metallo è prodotto dalla Wiking.......
il Giulio Cesare è di Navis......
Continua…… A presto Paolo

Aggiungo di seguito solo i dati che ti mancano:
Ambedue le navi all'entrata in servizio (RN Giulio Cesare: 14/05/1914- RN Conte di Cavour: 01/04/1915) erano praticamente identiche ma già nel 1925 avevano subito lavori nelle sovrastrutture (tripode anteriore) comunque in base alle foto che hai mostrato, il modellino della Giulio Cesare corrisponde allo stato del 1914
Invece il modello della Conte di Cavour (decisamente "bruttino") la rappresenta, grosso modo, dopo il rimodernamento del 1933/37
L'armamento delle due navi fu sostanzialmente cambiato:
Anno 1914
13 cannoni da 305/46 mm (3 torri trinate + 2 torri binate)
18 cannoni da 120/50 (postazioni singole)
14-18 cannoni da 76/50 (postazioni singole)
3 tubi lanciasiluri subacquei da 450 mm
----------------------------------------------
Anno 1937
10 cannoni da 320/43,8 mm (2 trinate + 2 binate) [stesse canne del 1914 ma ricalibrate a 320mm]
12 cannoni da 120/50 mm (6 binate)
8 cannoni da 100/47 mm (4 binate)
12 mitragliere da 37/54 mm a.a (binate)
12 mitragliere da 13,2 mm a.a
----------------------------------
Oltre al diverso armamento cambiò il dislocamento (da circa 24.000 a circa 29.000 ton) -
Venne rifatto l'apparato motore che raggiunse i 75.000 HP (93.000 HP alle prove) con velocita max di oltre 27 nodi
Cambiarono pure le dimensioni e le navi vennero allungate (f.t.) di 10 metri
-------------------------------------
Spero di esserti stato utile e continua a mostrarci i tuoi bellissimi modelli
Saluti da Oliviero
Oliviero Lidonnici

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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 20 mag 2020, 14:39

Grazie Oliviero del tuo contributo sempre molto documentato. Ho controllato le lunghezze dei modelli Conte Cavour e Giulio Cesare ed ho trovato riscontro a quanto dici sull'allungamento della Conte di Cavour dopo il '37, infatti il modellino Wiking rispecchia questa lunghezza aumentata di 8 mm, pari a circa dieci metri nel rapporto di scala.
Sto preparando le foto della ammiraglia Andrea Doria e di una serie di cacciatorpediniere e torpediniere degli anni '10 e '20,
a presto,
Paolo
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 26 mag 2020, 18:54

Nella foto qui sotto contrassegnata dal numero sei la nave da battaglia Andrea Doria e della classe Caio Duilio fu costruita negli anni 1912-1913 ed entrò in servizio nell’anno 1916.

6 Andrea Doria.jpeg
R.N. Corazzata Andrea Doria 1916


Lunga 176 m aveva un dislocamento a pieno carico di 25.200 t. L’armamento era del tutto simile alle navi della classe Cavour di cui era una derivazione. Questa nave ebbe una modesta attività nella prima guerra mondiale operando più intensamente nell’immediato dopoguerra, in cui fu nave ammiraglia. Negli anni 1918-1920 mio nonno paterno, della classe 1900, prestò servizio come marinaio proprio su questa nave: divenne l’autista dell’ammiraglio. Nel 1929 anche questa nave venne radiata dal servizio per essere ricostruita analogamente alle altre della classe Cavour negli anni 1937 fino al 1940. Anche qui venne allungata la nave di 10 m e ricostruito l’apparato motore e l’armamento portando la potenza installata dagli originali 32.000 cavalli agli 85.000 cavalli e quindi ottenendo velocità massime da 21,5 nodi ai 27 nodi. L’armamento venne ristrutturato come per le altre corazzate portando il calibro a 320 mm e diminuendo il numero a 10 cannoni dotando inoltre la nave di protezioni antiaeree. Così rimodernata partecipò alla seconda guerra mondiale e dopo la guerra ed i trattati di pace diventò la nave ammiraglia italiana fino all’anno 1956, quando cessò il servizio. Il modellino in metallo rappresenta la nave nello stato del 1916 ed è prodotto dalla ditta navis articolo numero 301, l.140 mm.

7 Marsala.jpeg
R.N. Esploratore Marsala 1914


Nella foto qui sopra l’esploratore Marsala della Regia marina, costruito negli anni 1911-1912 in servizio nel 1914 con una lunghezza di 140 m ed un dislocamento di 4140 T. Apparteneva alla classe Nino Bixio. La nave sviluppava una velocità di 27,5 nodi ed aveva una autonomia di 1400 m.n. Il modellino è di navis in metallo ed è lungo 111 mm, articolo numero M540.

8 Indomito e 9 Carini .jpeg
Caccia torpediniere Indomito (1913) e G. Carini (1916)


Nella foto sopra due cacciatorpediniere molto simili tra loro: Indomito costruito tra il 1910 ed il 1912 (8) e il Giacinto Carini- classe Lamasa- (9) costruito tra il 1916 e il '17, entrambi di lunghezza 73,5 m, il primo dislocava 720 T. il secondo 875 T. a pieno carico.
Il primo fu radiato dal servizio nel 1937 mentre il secondo rimase in servizio, per un tempo record, fino al 1958. Entrambi i modelli hanno una lunghezza di 60 mm e sono prodotti in metallo dalla ditta navis.

10 Castore.jpeg
R.N. cacciatorpediniere Castore 1936


Qui sopra il cacciatorpediniere Castore della classe spica tipo Climene costruito nell’anno 1936. Aveva una lunghezza pari a 81,4 m ed un dislocamento a pieno carico di 1010 T. Affondato in combattimento il 2 giugno 1943. Il modellino della ditta copy in metallo è lungo 65 mm.

11 Nazario Sauro.jpeg
R.N. cacciatorpediniere Nazario Sauro 1927


Il cacciatorpediniere Nazario Sauro della classe omonima fu costruito nell’anno 1924-1925 entrando in servizio nel 1927. Aveva una lunghezza di 90,7 m ed un dislocamento a pieno carico di 1650 T. Affondò il 3 aprile 1941 in seguito ad attacco aereo. Il modellino in metallo della ditta copy o navis, lungo 72 mm.

12 Folgore.jpeg
R.N. cacciatorpediniere Folgore 1932


Il cacciatorpediniere Folgore della omonima classe fu costruito negli anni 1930 e 1931 entrando in servizio nel 1932, aveva una lunghezza di 96,2 m ed un dislocamento a pieno carico di 2100 t.
Anche esso affondò in combattimento il 2 dicembre 1942. Il modellino in metallo è lungo 77 mm ed è prodotto dalla ditta copy o navis.

13 Bande Nere.jpeg
R.N. Incr. Legg. Giovanni Bande Nere 1931


L’incrociatore leggero Giovanni dalle Bande nere apparteneva alla classe condottieri tipo Alberto da Giussano. Costruito negli anni 1928-1930 ed entrato in servizio nel 1931 era con i suoi 36 nodi di velocità massima assieme al Montecuccoli tra i più veloci in navigazione in quegli anni.
La nave era lunga 169 m e dislocava a pieno carico 6950 T.
Venne affondata da due siluri del sommergibile inglese HMS urge il 1 aprile del 1942 nei pressi di Stromboli.
Il modellino in metallo è lungo 139 mm, prodotto dalla ditta star articolo numero 82.

Bande Nere e naviglio sottile .jpeg
Bande Nere con "naviglio sottile"


Nella foto qui sopra l’incrociatore leggero Bande nere attorniato dal cosiddetto naviglio sottile come viene definito dagli esperti di marina.

Continua...

A presto Paolo
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 31 mag 2020, 12:24

Nella foto qui sotto al numero 14 la torpediniera o cacciatorpediniere generale Marcello Prestinari, costruita tra il 1921 ed il 22 ed entrata in servizio nel 1922 aveva una lunghezza di 73,5 m ed un dislocamento a pieno carico di 870 T. Destino finale: salto sulle mine il 31 gennaio 1943.
Il modellino qui riprodotto è fabbricato dalla ditta wiking in plastica (anni 60 o 70) ed è lungo 59 mm.

14 e 15.jpeg
cacciatorpediniere Generale Prestinari e R.N. G. Miraglia 1927


Qui sopra nella foto al numero 15 la nave porta idrovolanti Giuseppe Miraglia costruita tra il 1923 ed il 1927 inizialmente come traghetto per poi essere riconvertita dalla marina in nave appoggio, supporto logistico e nave officina, al servizio delle unità maggiori della regia marina che avevano imbarcati alcuni aerei per la ricognizione ed osservazione: idrovolanti tipo IMAM RO43. Ne poteva trasportare 17 così distribuiti: 6 con ali ripiegate e 3 smontati in stiva di prua. Nella stiva di poppa 5 con ali ripiegate e 3 smontati. Era dotata di due catapulte per il lancio una a prua ed una a poppa. La nave era lunga 121 m e dislocava a pieno carico 5913 t.
La potenza motrice installata era pari a 16.700 cavalli che le consentivano una velocità massima di 21 nodi. Non era una porta aerei come la intendiamo oggi, ma fu l’unica nave in servizio per la regia marina italiana al servizio della aviazione imbarcata. Le porta aerei Aquila e Sparviero che non entrarono mai in servizio testimoniarono che il Ministro della marina e gli alti vertici dell’ammiragliato non comprendevano e non appoggiavano l’idea delle porta aerei, privilegiando l’importanza delle classiche navi da battaglia corazzate, che alla prova dei fatti poterono dare uno scarsissimo contributo agli esiti della guerra.

Questa nave venne impiegate in alcune operazioni durante la guerra di Spagna, quindi partecipò alla seconda guerra mondiale e dopo la fine della guerra continuò a rimanere in servizio fino al 1950 quindi per qualche tempo venne utilizzata in porto come nave caserma ed infine smantellata a metà degli anni 50.

Il modellino in metallo è prodotto dalla ditta Star numero 85 ed ha una lunghezza di 97 mm. Sulle fiancate si vedono i due portelloni che ribaltati facevano da ascensore per portare sul ponte gli idrovolanti, per il caricamento sulle catapulte di lancio. Sulle catapulte ho appoggiato i modellini di due Fiat G50, non coerenti con la nave, ma non avevo a disposizione i biplani RO43. Mi perdonerete della licenza! Accanto alla nave potete vedere un modellino di idrovolante tipo Junkers Ju 52.

16.jpeg
aerei della Regia areonautica Fiat G50 Savoia Marchetti SM79-SM82


Nella foto 16 alcuni modellini di aerei della Regia aeronautica tra cui Fiat G. 50 Savoia Marchetti SM 79 e SM 82 in metallo, scala 1/1250. Le aperture alari di questi micromodelli vanno dai 7 ai 17/21 mm.

17.jpeg
R.N. incrociatore pesante Trento 1929


18.jpeg
R.N. nave incrociatore pesante Bolzano 1933


17 e 18.jpeg
Navi Trento e Bolzano a confronto


Nelle foto qui sopra al numero 17 ed al numero 18 rispettivamente gli incrociatori pesanti Trento e Bolzano della stessa classe Trento, costruiti il primo tra il 1925-1927 ed il secondo tra il 1930-1932. Entrarono in servizio rispettivamente nel 1929 e nel 1933. Rappresentavano la nuova frontiera degli incrociatori pesanti e veloci della regia marina.Con una lunghezza di 197 m ed un dislocamento a pieno carico rispettivamente di 13.550 e 13.880 t. Avevano una potenza motrice installata di 150.000 cavalli che consentiva loro una velocità massima di 35 nodi. Questa velocità notevole in alcune circostanze li salvò nel corso di scontri non favorevoli contro corazzate o incrociatori inglesi.
L’armamento principale per entrambi era costituito da otto cannoni da 203/53 mm ed entrambi dotati di due o tre idrovolanti da ricognizione tipo IMAM RO43.
Entrambe queste navi ebbero un’intensa attività fino al 15 giugno del 42, quando nella battaglia di mezzo giugno l’incrociatore Trento fu affondato da un siluro lanciato dal sommergibile inglese HMS Umbra. L’incrociatore Bolzano venne invece danneggiato in diverse circostanze anche piuttosto seriamente, dovendo essere trainato per riparazioni importanti al porto di La Spezia dove rimarrà in attesa di riparazioni fino all’8 settembre del 1943.
Dopo l’armistizio abbandonato dal proprio equipaggio verrà depredato di tutto quanto potesse essere riutilizzabile dalla popolazione civile. Verrà infine affondato da sabotatori inglesi ed italiani nell’estate del 1944 nel timore che venisse utilizzato per bloccare l’ingresso al porto di La Spezia.

I modellini: il Trento è un modellino in metallo della ditta Copy, articolo 1531, molto dettagliato e vivacemente dipinto, con torrette girevoli e lungo 156 mm.
Il Bolzano è un modello della Delphin, articolo 108, anch'esso in metallo con torrette girevoli, lungo 157 mm.
Ultima modifica di Coccobill 62 il 23 giu 2020, 16:33, modificato 2 volte in totale.
Coccobill 62

 
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 31 mag 2020, 12:45

19.jpeg
R.N. incrociatore pesante Zara 1931


20.jpeg
R.N. incrociatore pesante Pola 1932


19 e 20.jpeg
Navi Zara e Pola a confronto


Nelle foto qui sopra altri due incrociatori pesanti della classe Zara che fu lo sviluppo della classe Trento.
L’incrociatore Zara (19), costruito negli anni 1929 e 1930 in servizio nel 1931, ed il seguente incrociatore Pola (20) costruito nel 1930 e 1931, in servizio nel 1932. Avevano entrambi una lunghezza di 182,8 m ed un dislocamento a pieno carico rispettivamente di 14.560 e 14.350 t.
La potenza installata di 95.000 cavalli consentiva ad entrambi una velocità massima di 32 nodi, ridotta rispetto agli incrociatori della classe Trento in favore di una notevolmente aumentata autonomia.
L’armamento principale era del tutto analogo a quello degli incrociatori classe Trento.

Entrambe queste navi ebbero lo stesso tragico destino venendo affondate nella disastrosa battaglia di capo Matapan del 29 marzo 1941, che con l’affondamento di ben tre incrociatori ed il serio danneggiamento della corazzata Vittorio Veneto dimostrò l'enorme gap tecnico e tattico della marina italiana rispetto a quella inglese. Per dirne una l'assenza dei radar sulle navi italiane e l’uso massiccio di aviazione di marina (porta aerei) da parte degli inglesi determinò quella ed anche successive disastrose sconfitte.
I modellini in metallo sono lunghi rispettivamente 152 mm (Zara) e 146 mm (Pola). Il modello Zara non è marcato anche se come qualità assomiglia al Copy, il modello Pola è probabilmente un prodotto della Navis ed è marcato con l'articolo 302.
Da notare sui modellini numero 19(Zara) e numero 17 (Trento) la coloritura dei ponti con fasce colorate di bianco e rosso. Era stata adottata dopo la battaglia di punta stilo dalle navi italiane per consentire agli aviatori della reggia aeronautica una più agevole identificazione delle navi amiche. Era infatti accaduto durante la battaglia di punta stilo che aerei italiani attaccassero unità italiane avendole scambiate per inglesi fortunatamente senza vittime e danni… Questo fatto la dice lunga su come erano messe le comunicazioni tra aviazione e marina e tra diversi aerei della aviazione italiana in missione.

21.jpeg
R.N. corazzata littorio/ Italia 1940


dettaglio 1.jpeg
particolari navi littorio


dettaglio 2.jpeg
particolari navi Littorio


Nelle foto qui sopra al numero 21 la nave da battaglia "Littorio" poi ribattezzata dal 30 luglio 1943 in "Italia", fu costruita negli anni 1934 fino al 1937, completata poi nel 1940 entrò in servizio nello stesso anno.
Rappresenta assieme alle gemelle Roma e Vittorio veneto il livello più alto mai raggiunto in Italia nella costruzione di navi da battaglia. Era lunga 237,8 m e dislocava a pieno carico 45.965 t. Con una potenza motrice di 140.000 cavalli sviluppava una velocità massima di 30 nodi.
L’armamento principale era costituito da nove cannoni di calibro 381/50 mm e 12 cannoni di calibro 152/55 mm, 12 cannoni a a calibro 90/50 mod.39 20 mitragliere a a calibro 37/54 E 28 mitragliere calibro 20/65 mod.35. Anche questa nave era dotata di tre aerei ricognitori tipo IMAM RO43.
Come già detto a proposito degli incrociatori Zara e Pola la sua gemella Vittorio Veneto subì gli esiti della battaglia di capo Matapan, venendo gravemente danneggiata. In seguito a tale battaglia l’impiego di queste navi fu piuttosto sporadico. Dopo l’armistizio ed i trattati di pace che seguirono la fine della guerra, questa nave ancora moderna e la sua gemella Vittorio veneto, che avrebbero dovuto essere cedute alla marina degli Stati Uniti o alla Royal Navy, che però rinunciarono, vennero demolite per gli obblighi assunti dai trattati stessi.
Il modellino interamente metallico è prodotto dalla ditta Neptune articolo numero 1501, lungo 191 mm. Tutte le torrette sono mobili e come si può notare dalle foto è estremamente dettagliato.

Continua…

A presto Paolo
Ultima modifica di Coccobill 62 il 23 giu 2020, 16:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Oliviero Lidonnici » 31 mag 2020, 16:31

Splendida collezione. Complimenti
Dovresti però sistemare le antenne maltrattate, di alcuni modellini
Saluti da Oliviero
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 1 giu 2020, 16:13

Hai ragione Oliviero, con le antenne ho qualche problemino… Ho provato a raddrizzarle per quanto possibile, qualcuna mi è anche rimasta in mano, ma sistemarle come si deve e per me piuttosto problematico.
Purtroppo da alcuni anni sono gravemente ipovedente E quindi questi lavoretti di precisione per me non sono più praticabili. Per l’esecuzione delle fotografie e della catalogazione di questi modellini mi faccio aiutare dalle mie figlie ma non posso stressarle più di tanto…
A presto Paolo
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 22 giu 2020, 19:41

22.jpeg
regia nave appoggio Eritrea 1937

Nella foto qui sopra al numero 22 la reggia nave coloniale Eritrea, costruita tra il 1935 ed il 1936 entrò in servizio nel 1937. Era lunga 97 m e dislocava 2970 T.
Era stata concepita per il collegamento al territorio delle colonie dell'Africa orientale italiana e quindi era dotata di grande autonomia: ben 6950 miglia nautiche, motorizzata da due motori diesel Fiat che erogavano 7800 HP, oltre a due motori elettrici alimentati da motori ausiliari diesel/dinamo eroganti ulteriori 1300 HP. La velocità massima con entrambi i gruppi in funzione era di 20 nodi.
La nave era dedicata oltre che al collegamento anche a funzione di nave appoggio per i sommergibili italiani operanti nell’area del Mar rosso ed era dotata di armamento leggero, costituito da quattro cannoni calibro 120/45 mm, due cannoni antiaerei calibro 40/39 mm e due mitragliatrici calibro 13,2 mm.
Appena entrata in servizio partecipò ad alcune fasi della guerra civile spagnola per poi essere stabilmente basata a Massawa in Eritrea dove aveva sede il comando navale italiano delle forze presenti in Africa orientale italiana. Divenne famosa per il rocambolesco viaggio da Massawa verso il Giappone, in seguito alla caduta dell’Eritrea in mani britanniche, venne assistita per il rifornimento da alcune navi corsare tedesche
Quello stesso giorno da Massawa partirono anche due sommergibili di piccola taglia italiani che dopo aver compiuto il periplo dell’Africa arrivarono finalmente alla base italo-tedesca dei sommergibili atlantici a Cadice.
Dopo l’armistizio continuò ad operare nei mari dell’estremo oriente collaborando con le forze alleate angloamericane nell’appoggio ai sommergibili alleati in quella zona. Nel dopoguerra venne ceduta alla Francia in conto riparazione danni di guerra a partire dal Maggio 1948.
Il modellino in metallo bianco è lungo 74 mm ed è marchiato OPT S11.


23.jpeg
sommergibile oceanico Amm. Caracciolo 1940


24.jpeg
sommergibili di piccola crociera 1935


Contrassegnato con il numero 23 il sommergibile oceanico ammiraglio Caracciolo costruito tra il 1939 ed il 1940 entrò in servizio a maggio del 1941 con la sua lunghezza di 87 m e dislocamento rispettivamente di 1702 in emersione e 2184 in immersione era una delle unità maggiori di quel tipo.
Era motorizzato con due gruppi diesel da complessivi 4370 cavalli e due motori elettrici da 1280 cavalli che gli consentivano in emersione una velocità di 17 nodi mentre in immersione di 8,5 nodi. Ed aveva una autonomia in emersione pari a ben 10.700 miglia nautiche concepito per le lunghe crociere oceaniche.
A prua aveva otto tubi lanciasiluri e sei a poppa con 38 siluri a disposizione diametro 450 mm
Questa unità ebbe un destino tragico venendo affondata dopo soli sei mesi di esercizio l’11 dicembre 1941 dal cacciatorpediniere inglese HMS Fandale. Il modellino in metallo è lungo 71 mm e potrebbe essere della ditta Trident o Navis non marcato.
Identificati con il numero 24 due modellini di sommergibili di piccola crociera non identificati potrebbero rappresentare sommergibili italiani o tedeschi di dislocamento intorno ai 600 T. I modellini sono in metallo, lunghi 37 mm che corrisponderebbero a un originale lungo intorno ai 45 m riportano il numero 20 e non hanno marchio di fabbrica

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reggia nave incrociatore R. Montecuccoli seconda versione

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mercury art. 461 prima e seconda versione


Nelle foto qui sopra al numero 26 la prima versione e al numero 25 r la seconda del modello mercury art 461. Come si può cogliere anche dalle foto sulla prima versione le torrette dei cannoni e la catapulta dell’idrovolante erano in metallo e bloccate fisse mentre nella seconda versione le torrette e l’idrovolante sono in plastica e sono orientabili probabilmente per rendere il modellino più giocabile. La lunghezza è di 144 mm. Da notare sulla scatolina la ricchezza di informazioni tecnico costruttive della nave.
L’incrociatore leggero Raimondo Montecuccoli della classe condottieri tipo Montecuccoli fu costruito tra il 1931 ed il 1934 entrando in servizio nel 1935 partecipò ad alcune fasi iniziali della guerra di Spagna.
La nave era lunga 182 m e dislocava 8895 T.
Sulla potenza installata trovo dati discordanti su una fonte 120.000 cavalli mentre sulla scatolina si vede il dato di 106.000 cavalli forse dopo la ristrutturazione del 1952 la potenza installata venne diminuita.
La velocità massima era di 37 nodi, tra le migliori all’epoca.
L’armamento è ben dettagliato sulla scatolina, la nave era dotata inoltre di tre idrovolanti da ricognizione tipo Imam Ro43 con catapulta orientabile a centro nave come ben dettagliato nella seconda versione del modellino.
Nel 1937 1939 la nave venne inviata in estremo oriente a protezione degli interessi italiani nell’area dove rimase tra Shanghai e Singapore per tornare in Italia alla fine del 39. Durante la seconda guerra mondiale prese parte a quasi tutte le maggiori battaglie navali che coinvolsero la Regia Marina nel quadrante Mediterraneo. Dopo la guerra fu uno dei quattro incrociatori leggeri rimasti in forza alla marina militare italiana e dal '49 fu adibito a nave scuola. Nel '52 venne sottoposto ad importanti ristrutturazioni per renderlo più idoneo al ruolo di nave scuola per l’Accademia navale di Livorno, in questa veste fece anche il giro del mondo tra il 1956 ed il 1957. Questa grande notorietà forse fu la ragione per cui la ditta mercury lo scelse come soggetto per l’unica nave militare da essa riprodotta. Il servizio cessò nell’anno 1964.

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regia nave incrociatore leggero Attilio regolo 1942


Col numero 27 il modellino in metallo della Attilio Regolo è prodotto dalla ditta Neptun art. N 1550 ed è lungo 114 mm. L’incrociatore leggero Attilio regolo della classe capitani romani venne costruito tra il 1939 ed il 1941 entrando in servizio in piena guerra nel 1942.
Era lungo 142 m e dislocava 5035 T. Con una potenza installata di 110.000 HP sviluppava una velocità massima di ben 40 nodi .
L’armamento era costituito da otto cannoni di calibro 135/45 mm e per la difesa aerea otto cannoni calibro 37/54 mm otto mitragliatrici calibro 20 ed otto tubi lanciasiluri da 530 mm, inoltre lancia bombe di profondità.
Anche questa unità a partire da luglio del 1948 venne ceduta alla Francia in conto riparazione danni di guerra, dove rimase in servizio fino al 1966 rammodernata con l’istallazione di radar di superficie e di direzione tiro.

Continua...
Coccobill 62

 
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Re: Navi da guerra in metallo 1/1250 di Wiking Neptun Mercu

Messaggioda Coccobill 62 » 23 giu 2020, 19:31

28.jpeg
regia nave incrociatore Eugenio di Savoia 1935


Qui sopra con il numero 28 il modellino dell’incrociatore leggero Eugenio di Savoia, prodotto in metallo dalla ditta Neptun art N 1541. È lungo 148 mm.
L’incrociatore leggero Eugenio di Savoia appartenente alla classe condottieri tipo duca d’Aosta fu costruito negli anni 193371935, aveva una lunghezza di 187 m e dislocava 10.840 T a pieno carico.
Con una potenza installata di 110.000 cavalli raggiungeva la velocità massima di 37,5 nodi.
L’armamento era del tutto analogo alle altre navi delle classi similari. Anche quest'unità prese parte alle principali azioni della seconda guerra mondiale, in appoggio agli incrociatori pesanti ed alle navi da battaglia, oltre che in missioni di scorta ai convogli per l’Africa. Nel 1951 anche questa unità passò di mano, ceduta alla marina greca in conto riparazione danni di guerra.

29.jpeg
regia nave incrociatore leggero Garibaldi 1938


Contrassegnato con il numero 29 il modello del Garibaldi prodotto in metallo da Navis o Trident è lungo 145 mm, questo modello è stato probabilmente riverniciato dal precedente proprietario e reca scritto a mano sul fondino il numero 426.
La nave costruita tra il 1933 ed il 1936 entrò in servizio nel 1938. Lunga 187 m dislocava a pieno carico 9386 T con 100.000 cavalli di potenza installata sviluppava una velocità massima di 30 tre nodi, l’armamento era del tutto simile alle altre navi della stessa classe ( condottieri tipo duca degli Abruzzi ) 10 cannoni calibro 152/55 mm, otto cannoni calibro 100/47 mm, otto mitragliere calibro 37/54 mm , 12 mitragliere calibro 13,2 mm e sei tubi lanciasiluri diametro 530 mm.
Anche questa nave ebbe un’intensa attività bellica durante i maggiori eventi della seconda guerra mondiale ed anche questa fu tra le quattro unità rimaste in servizio nella nuova marina militare italiana.
Tra il 1957 ed il 1961 venne sottoposta a radicali interventi di ristrutturazione che la trasformarono nella prima nave lanciamissili della marina italiana in collaborazione con i tecnici degli Stati Uniti. Rimase in servizio fino al 1972 venendo poi smantellata nel 1975.

30.jpeg
regia nave cacciatorpediniere alpino 1939


Con il numero 30 il modello dell'Alpino, in plastica, prodotto dalla ditta Wiking negli anni '60 e '70, è lungo 84 mm.
La reggia nave cacciatorpediniere alpino, costruita negli anni 1937 e 1938 entrò in servizio nel 1939, appartenente alla classe soldati, era lunga 106,7 m e dislocava 2480 T.
Con una potenza installata di 50.000 cavalli era capace di una velocità massima di ben 39 nodi insieme alle gemelle della sua classe (Carabiniere, Corazziere, Fuciliere...) rappresentò il tipo più moderno di cacciatorpediniere durante la seconda guerra mondiale. Prestò un'intensa attività di scorta agli incrociatori ed ai convogli commerciali verso l’Africa. Il destino finale: fu affondata da un bombardamento aereo il 19 aprile 1943, mentre si trovava in porto a La Spezia.

31.jpeg
corvetta Pietro de Cristofaro 1965


Con il numero 31 la moderna corvetta Pietro de Cristofaro, modellino della Trident art T 10.165 in metallo è lungo 64 mm.
La moderna corvetta antisommergibile Pietro de Cristofaro è stata costruita negli anni 1962 e 1963, entrando in servizio nel 1965 per poi cessare l’attività nel 1995. L’attività svolta da queste unità negli anni 60 70 80 fu prevalentemente di vigilanza nel canale di Sicilia, a protezione delle attività di pesca dei pescherecci italiani. In questo contesto questa unità si trovò coinvolta in alcuni scontri a fuoco da parte dell’aviazione libica e di motovedette che la fecero oggetto di alcuni mitragliamenti. Si risolse con il ferimento di un paio di marinai.
La nave lunga 80 m dislocava a pieno carico 994 T, motorizzata con gruppi diesel aveva un’autonomia di oltre 2200 miglia nautiche ed era dotata di cannoni AA calibro 76/62 mm comandati da radar di tiro Orion e centraline elettroniche Selenia gli apparati sonar erano 2,1 alloggiato in bulbo immerso sotto la chiglia ed uno immerso dietro la poppa con trasduttore immerso al traino. Vi era inoltre un cannone per il lancio di cariche antisommergibile.


Nave oceano grafica ammiraglio Magnaghi A 5303
In metallo massiccio scala 1/375.

35.jpeg
nave oceanografica amm. Magnaghi 1975


35 prua.jpeg
Dettagli vista di prua


35 poppa.jpeg
Dettagli vista di poppa



L’imponente modello nelle foto qui sopra è lungo 219 mm montato sulla basetta in legno pesa ben 1250 g ed è stato prodotto probabilmente in occasione del varo della nave o della sua ristrutturazione.
Io l’ho trovato in vendita su eBay svariati anni fa e non conosco il nome del produttore.
La nave costruita dal '73 al 1974 ed entrata in servizio l’anno successivo è la prima unità del genere ad essere stata progettata e costruita in Italia per la marina militare italiana.
La nave lunga 82,7 m ha un baglio massimo di 13,7 m. A pieno carico disloca 1700 T .
La motorizzazione è costituita da due motori diesel da 1500 cavalli della grandi motori Trieste ed un motore elettrico da 240 cavalli. La velocità è di 14 nodi e l’autonomia è pari a 4500 miglia nautiche. Questa nave è stata sottoposta a importanti lavori di riammodernamento nel 1990 1991 ed è tuttora in servizio.

Con questo modello concludo le navi italiane che ho raccolto sino ad oggi, proseguirò con una dozzina di navi tedesche ed alcuni modelli sparsi di navi inglesi americani giapponesi eccetera
a presto Paolo
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