|
Una fantastica utopiaNella foto potete vedere una panoramica dello scalo merci di Imola. Uno dei tanti che tra un po’ andranno dismessi. Infatti per fine anno sembra sia stata già sentenziata la sua “condanna” (leggasi chiusura). A differenza di tanti ex scali già diventati parcheggi, strutture commerciali od altro, anche se il Comune già gli da la caccia, il destino dell’area non è ancora ben definito. Ed ecco che vengono fuori i sogni di qualsiasi ferramatore!! Sogni che vedono i binari pieni di rotabili storici recuperati da sicura rottamazione, che vedono il fabbricato merci con all’interno un grosso plastico modulare, diorami, un laboratorio per creare o montare modelli e magari anche pieno di reperti ferroviari da preservare; insomma, una struttura che permetta di poter diffondere la cultura ferroviaria e modellistica. Purtroppo mai il titolo di un articolo è stato più azzeccato, “una fantastica utopia” perché la realtà e letteralmente opposta. Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di gruppi sfrattati da edifici ferroviari perché venduti o demolendi o di altri dove le ferrovie cominciano a chiedere esorbitanti affitti, ingestibili sicuramente da chi già dedica gratuitamente buona parte del suo tempo libero. Mentre sappiamo tutti che ci sono tantissimi gruppi in Italia alla ricerca di un posto dove poter diffondere la nostra passione, c’è sempre più il timore che da parte di Trenitalia (o RFI, oppure Cargo?? Non si sa più a chi rivolgersi) nel progetto di chiudere i “rami secchi” gli abbiano inserito dentro anche i gruppi di ferramatori sparsi un po’ in tutto lo Stivale. In più c’è anche il fatto che sempre più mezzi veramente storici vengano mandati alla rottamazione. L’esempio più eclatante è quello del tentativo da parte di Trenitalia di mandare alla rottamazione l’ultimo ETR 300, il “Settebello”, l’ETR 401 ,primo treno al mondo ad avere l’assetto variabile, e l’ETR 242 "Valentino" salvati momentaneamente solo grazie ad una vera e propria sommossa popolare da parte di appassionati attraverso una petizione di lettere mandate direttamente ai vertici dell’azienda Italiana ed ai beni culturali. Molte volte si sente dire che il nostro Hobby è in calo e probabilmente è anche vero ma, se è vero che la pubblicità è l’anima del “commercio”, ben vengano sempre più gruppi che facciano da “operatori pubblicitari” della nostra passione. Molti di noi ci mettono veramente anima e cuore per cercare di farlo ma senza una volontà specifica che venga dall’alto tutto finisce nella perdita d’entusiasmo e nella conseguente morte di quella che tutto sommato è una forma di cultura. Se qualcosa c’è ancora è grazie a singole persone dipendenti ed appassionati di Trenitalia che muovendosi quasi come dei Carbonari riescono a darci una mano…..dico Grazie a loro!!!! Noi non demordiamo e finché sarà possibile continueremo a fare qualcosa. Premesso ciò ci presentiamo: il Gruppo Ferramatori Imolese è nato nel Gennaio del 1989, grazie all’iniziativa Da sempre aggregato al DLF di Imola, grazie a quella collaborazione riuscì a recuperare dei mezzi in disuso. All' inizio si è riusciti ad avere la carrozza Corbellini a due assi BI 35567, che era in attesa di demolizione presso la stazione di Imola, e con il lavoro dei soci Ermanno Ansaloni ed Umberto Olivieri (purtroppo deceduto in un tragico incidente), è stata trasformata in una vettura con mostra permanente: sono state eliminate in parte le panche interne, è stato installato l’ impianto elettrico a 220 volt, collegabile alla rete esterna delle stazioni; il pavimento fu rivestito di moquette. Proseguendo con le acquisizioni di materiale rotabile storico arrivò un carro tipo FFI con cassa in legno ed intercomunicanti dove vennero alloggiati reperti ferroviari. All'esterno della cassa in legno è ancora leggibile la scritta Küchenwagen, in quanto fu utilizzato dall'esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Come terzo pezzo, in ordine cronologico il gruppo acquisì un vecchio bagagliaio per treni merci DM 98000.
Come ultimo rotabile entrò a far parte del treno un bagagliaio/postale a carrelli tipo 1959 DU immatricolato con numero 50 83 91-38 136-7 L’attività andò avanti fino al 2000 ma purtroppo sia per l’avanzata età di alcuni soci che per la mancanza di tempo di altri in più per le esigenze operative dello scalo Imolese dell’epoca (movimentava moltissimi carri per la spedizione dei prodotti di diverse aziende dell’Imolese), il convoglio fu trasferito nello scalo della stazione di CastelBolognese. Tutti questi fattori portarono all’abbandono quasi totale del treno e dell’attività del gruppo fino a Marzo di quest’anno quando un gruppo di volontari ha spinto molto sia per il recupero dei rotabili che per dare nuova linfa al gruppo e far sì che tutto il lavoro fatto da tante persone negli anni passati non andasse perso.
Passiamo adesso ai progetti del nuovo gruppo grazie soprattutto all’interessamento del presidente del DLF di Imola Deni Pancrazio, Goffredo Vindici e di Mauro Terrone. In ambito sia modellistico che ferroviario spesso ci sono carenze nel recuperare documenti, foto od altre cose che possano essere utili a qualsiasi persona sia per cultura personale che per elaborazioni modellistiche. Una delle prime idee del GFI è quella di creare un sito Internet mettendo in condivisione tutto il patrimonio culturale cartaceo del gruppo. Facendo un inventario dei documenti presenti ci siamo resi conto di essere in possesso di documenti veramente utili per qualsiasi amatore sia a livello ferroviario che modellistico e sarebbe un vero peccato Dopo tanti anni di abbandono c’è anche l’urgenza di ripristinare la parte esterna delle carrozze prima che i danni siano irreparabili; in merito stanno già cominciando alcuni lavori di ripristino delle parti che si trovano in uno stato abbastanza critico. Necessitano di lavori di ripristino anche i plastici e diorami già presenti all’interno del treno che, una volta terminati, è già in cantiere la costruzione di un plastico modulare completamente nuovo. Una volta ripristinate le cose più urgenti e reso rivisitabile il convoglio faremo ripartire le collaborazioni con le scuole del circondario in modo che prima di tutto le nuove generazioni si facciano un’idea di quella che è la cultura ferroviaria (e magari si appassionino anche) e fare in modo che anche i nuovi soci possano lasciare un segno del loro passaggio quando saranno altri (speriamo) a gestire il convoglio come hanno fatto le persone che hanno dato vita a questa “struttura”. |
|
Avvisiamo che il giorno di apertura al pubblico è stato cambiato, saremo aperti tutti i giovedì dalle ore 21 in poi.
per informazioni:
+39 333 5794350