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Modellismo: il sistema a terza rotaia Märklin

I modelli prodotti in scala H0 da Märklin si caratterizzano dall'utilizzo di un sistema di alimentazione in corrente alternata anziché in corrente continua: nei tradizionali sistemi in CC l'alimentazione viene prelevata da una delle rotaie, mentre la seconda rotaia fa da massa; invece, nel sistema Marklin entrambe le rotaie sono la massa (più correttamente il "neutro", trattandosi di corrente alternata), mentre la "fase" è data da una serie di punti di contatto in rilievo, posti tra le due rotaie (c.d. "terza rotaia"); i rotabili prendono la corrente dai punti di contatto tramite un pattino posto sotto la locomotiva.

I sistemi a 3 rotaie, rispetto ai sistemi a 2 rotaie, presentano principalmente 3 vantaggi:

  • maggior affidabilità nella captazione della corrente; anche se una delle rotaie che conducono il "neutro" si interrompe, la circolazione non si ferma in quanto il circuito rimane comunque chiuso dall'altra rotaia.
  • di norma le due rotaie del "neutro" sono elettricamente collegate tra loro; è però possibile isolarle tra loro, in modo da creare semplici binari che segnalano il passaggio del treno (c.d. binari di occupazione); interponendo tra le stesse una lampadina, p.es. è possibile segnalare che una tratta di binario è occupata.
  • è estremamente semplice creare cappi di ritorno. Un cappio di ritorno è un tracciato composto da un binario di ingresso/uscita che poi sfocia tramite uno scambio in un anello: il treno passa sul binario di ingresso, entra nel cappio, lo percorre, e poi esce sullo stesso binario utilizzato per l'ingresso. In un sistema a 2 rotaie è necessario provvedere a sezionare elettricamente il tracciato, in quanto se i binari che formano l'anello si reinnestassero così come sono nello scambio, provocherebbero un corto circuito, perché la rotaia positiva si congiungerebbe alla rotaia negativa dello scambio. In un sistema a tre rotaie questa complicazione non c'è.
 

I Binari 


I tre tipi di binario Märklin

Attualmente sono reperibili i seguenti binari:

  • Binario M: si tratta di un binario dotato di massicciata in sfumature di marrone, completamente in metallo; nelle prime versioni, il conduttore centrale era costituito da una vera e propria rotaia (da qui il nome "terza rotaia"); successivamente fu sostituita da una serie di punti di contatto in rilievo, rendendo così il binario esteticamente migliore. I binari M sono usciti di produzione, ed attualmente possono essere trovati solo nel mercato dell'usato; sebbene possano essere utilizzati anche con materiale moderno (in particolar modo con i sistemi digitali di controllo dei treni), il loro uso è sconsigliato a causa di diversi problemi che possono dare con il materiale più recente, sia dal punto di vista di possibili deragliamenti, sia da quello della captazione della corrente (che sui sistemi digitali deve essere perfetta).
  • Binario C: è il successore del binario M; è dotato di massicciata di plastica grigia, e di un sistema di aggancio facile ed elettricamente affidabile; è il binario ideale non solo per plastici fissi, ma anche per tracciati che debbano essere frequentemente smontati e rimontati. È disponibile in varie curvature.
  • Binario K: è un binario professionale, senza massicciata, solo con le rotaie, i punti di contatto e le traversine; esteticamente molto realistico, è adatto solo per plastici fissi; essendo, infatti, più fragile, potrebbe danneggiarsi in caso di frequenti smontaggi. È disponibile in varie curvature; esiste anche in formato flessibile, ciò che consente di creare percorsi curvi "ad hoc".

Il materiale rotabile


Uno stupendo modello di produzione recente: la possente E03 delle DB, nella sua versione prototipo. L'E03 004 Marklin è la riproduzione di una delle prime quattro motrici E03 delle DB, in linea dagli ultimi anni sessanta del secolo scorso. La prima riproduzione Marklin risale al 1966 (E03 002), in catalogo sino al 1969 e poi sostituita dalla 103 113-7. Il 39573, che vediamo raffigurato, è interamente in metallo. Il motore è il Sinus di prima generazione.
Locomotori/Locomotive

La produzione attuale comprende locomotive e locomotori tedeschi (naturalmente) francesi, olandesi, svizzeri, austriaci, spagnoli, americani, svedesi, norvegesi, danesi e financo ungheresi, lussemburghesi e italiani. L’evoluzione ha comportato un crescente impiego di elettronica, che ha visto anche la collaborazione di Motorola. I motori, un tempo prodotti da Marklin in proprio, sono ora anche acquistati da ditte esterne, come la svizzera Maxon, leader mondiale nel mercato della apparecchiature di precisione elettromedicali. Sofisticati decoder e moduli sonori fanno si che le loco Marklin ora riproducano tutti i suoni con notevole realismo, e che siamo dotate di funzioni come lo sganciamento a distanza ed il controllo totale delle luci anteriori e posteriori. Il tutto in involucro di metallo, come ai tempi dei “giocattoli” degli anni ’50 del secolo scorso, ma con infiniti particolari, spesso anch’essi in metallo, rigorosamente applicati.


Coppia di vagoni cisterna in scala H0, epoca III, produzione 2007, art.46450

Vetture passeggeri di I classe in scala H0, epoca III, produzione 2006, art. 43910
Il materiale trainato
Vagoni Passeggeri e Vagoni merci

Anche la produzione dei vagoni Märklin ha avuto, sino a pochi anni fa, come caratteristica principale, l’utilizzo del metallo. Opportunità commerciali hanno poi suggerito negli ultimi anni, per favorire la ricchezza di particolari, un sempre maggiore utilizzo della plastica. Tuttavia, sono solo da poco tempo uscite di produzione le vetture passeggeri di metallo, anacronisticamente lunghe 24 cm, che esercitano ancora oggi un notevole fascino sugli appassionati. Anche vetture passeggeri “corte” a due e tre assi sono state prodotte per decenni interamente in metallo. La richiesta di maggiori particolari, e probabilmente il maggior costo di realizzazione, ha indotto come detto ad abbandonarne la produzione, con notevole dispiacere di tanti amici di Märklin, che ne continuano le collezione, cercandole e pagandole a caro prezzo nel mercato dell’usato. La produzione complessiva delle carrozze passeggeri e dei carri merci è notevole. Alcuni esemplari raggiungono quotazioni superiori a quelle del materiale trainante, come ad esempio le carrozze del treno francese “Le capitole” o le carrozze italiane in genere. Anche alcuni carri merci degli anni 50 e 60 del secolo scorso hanno quotazioni ragguardevoli, superiori ai cento euro. Questo per non parlare dei modelli anteguerra, che superano anche 200 o 300 euro di quotazione.

E, a proposito di quotazioni… 


Uno storico modello Marklin, molto apprezzato dai collezionisti: il locomotore svedese "Classe Da delle SJ" (articolo 3030) ovvero locomotiva universale delle ferrovie svedesi dello stato. Il modello, per la sue particolarità costruttive e le sue forme, si presentava estremamente accattivante. Il peso (510 grammi) l'affidabilità, la potenza di trazione facevano il resto. Il modello riprodotto appartiene ad una delle ultime serie, del 1974.

Come detto, alcuni rotabili Märklin hanno alto valore. Ma, naturalmente non sono moltissimi, anche se il valore generale non è poi così basso. Per farsi un’idea della produzione Märklin si può acquistare il catalogo storico (Koll’s preiskatalog ) edito ogni anno, che elenca ed illustra la produzione Marklin dalle origini ad oggi. Il catalogo attribuisce anche delle quotazioni ai singoli modelli, ma tali dati sono da considerare meramente indicativi, in quanto il mercato italiano spunta dei prezzi significativamente più alti, in particolare per il raro materiale FFSS.

Accessori 


La piattaforma girevole 7189, mentre manovra la BR23 (art.3005, produzione 1964)

La Marklin ha sempre prodotto in proprio tutti gli accessori, e solo recentemente si è affidata a ditte esterne per i suoi prodotti a marchio. La nuova catenaria, prodotta da Viessmann ne è il principale esempio. I segnali sono stati recentemente arricchiti da una nuova gamma realistica a funzionamento digitale o tradizionale, che è attualmente in catalogo a fianco della vecchia gamma, in produzione da più di 40 anni. I vecchi segnali sono robustissimi, e, per quanto attiene a quelli ad ala, fedeli al prototipo. Funzionamento impeccabile, come per gli scambi, influenza sui treni, possibilità di comando manuale/automatico o entrambi. Nella gamma Marklin di accessori un posto particolare spetta a due oggetti che non possono mancare in un plastico che si rispetti: piattaforma girevole e gru. Due articoli leggendari, prodotti per decenni, che hanno caratterizzato e qualificato la produzione. La gru 7051 e la piattaforma 7189, corredata dal deposito locomotive, tutti e tre realizzati in metallo, sono ancora oggi contesissimi sul mercato, e sono ampiamente preferiti agli attuali modelli, realizzati anche in plastica.

Sistemi di comando dei treni Märklin 

Sistema Analogico 

Consiste in un trasformatore dotato di una manopola; ruotando la manopola viene variata la tensione inviata sulle rotaie (tra 4 e 16 volt circa), con conseguente variazione della velocità di marcia dei treni.

Il trasformatore analogico può essere usato per comandare sia locomotive analogiche, sia locomotive digitali (mentre non è possibile il contrario: una locomotiva analogica NON può marciare su un plastico a comando digitale).

Sul trasformatore è poi presente un interruttore che consente l'inversione di marcia dei treni; a differenza dei sistemi analogici in corrente continua, dove l'inversione di marcia è ottenuta tramite inversione della polarità della corrente, nel sistema Märklin l'inversione di marcia è ottenuta all'interno di ciascuna locomotiva: prememdo un apposito pulsante (o ruotando la manopola a sinistra oltre il fine-corsa), viene inviata sulle rotaie una sovratensione, che nelle locomotive analogiche fa scattare un relais interno alla locomotiva stessa, con conseguente inversione del senso di marcia; nelle locomotive digitali (che, si ripete, possono essere comandate anche da un sistema analogico), il decoder presente nella locomotiva rileva la sovratensione e inverte la marcia.

Il sistema analogico è il più semplice per comandare i treni, ma non è esente da complicazioni in caso di tracciati di una certa complessità; il principale svantaggio del sistema analogico è che un'azione sul trasformatore influenza TUTTI i treni presenti sul tracciato: in parole povere, girando il regolatore di velocità verso destra, tutti i treni accelerano; girandola verso sinistra, tutti i treni rallentano, e così via.

Per ovviare a questo problema, è possibile ricorrere ai c.d. sezionamenti del tracciato: i sezionamenti consistono nell'isolare elettricamente il tracciato in più sezioni, demandando il controllo di ciascuna sezione ad un diverso trasformatore; in questo modo, è possibile comandare indipendentemente più treni, sempre che si trovino in sezioni diverse.

Märklin Delta

Si tratta di un sistema digitale entry-level di controllo dei treni, nato come semplificazione del sistema Märklin Digital di cui oltre; con esso è possibile comandare, sullo stesso tracciato e senza ricorrere a sezionamenti, fino a 4 locomotive indipendentemente l'una dall'altra (il che significa, in pratica, che mentre una locomotiva avanza a una certa velocità, un'altra può indietreggiare, un'altra ancora avanzare a velocità diversa, una quarta stare ferma, ecc.), ciò è reso possibile dalla presenza, nelle locomotive, di decoder digitali che ricevono ed interpretano i comandi inviati sul binario dalla stazione di controllo Delta.

Una locomotiva Delta può essere comandata da un trasformatore analogico, da una centrale Delta, o anche dalle più moderne centrali della serie Marklin Digital (6021 ecc.) o Marklin Systems (Mobile Station o Central Station).

Märklin Digital

Sistema di controllo digitale dei treni, che consente la gestione di un più elevato numero di locomotive rispetto al Delta; consente, inoltre, di comandare in digitale anche deviatoi (c.d. scambi), semafori ed apparati elettromagnetici in genere, semplificando in tal modo il cablaggio del plastico. Per il controllo del materiale si avvale delle centrali 6021, 6036, 6040 e 6043. Questo sistema non è più in produzione.

  • Central Station II: centralina di controllo evoluta di seconda generazione (09/2008), schermo a colori, un maggior numero di funzioni ed una più facile interfacciabilità con i computer le caratterische principali.

E' l'ultima evoluzione dei sistemi di controllo digitale dei treni Märklin. È il sistema attualmente in produzione, ed è perfettamente compatibile con i precedenti sistemi digitali.

Märklin Systems

Per il controllo del materiale si avvale di due tipologie di centraline:

  • Mobile Station: centralina di controllo economica, consente di gestire le sole locomotive, fino ad un massimo di 10.
  • Central Station: centralina di controllo evoluta, consente di gestire anche gli apparati elettromagnetici e gli itinerari; nella sua versione aggiornata (2007) è possibile anche interfacciarla con le centrali delle precedenti generazioni.

 

foto e testo estratti da wikipedia

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