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Plastico passerella di Roveto di Carlo Borra

Plastico passerella di Roveto

 


Ho realizzato un plastico-passerella relativamente semplice, a forma di osso di cane, che riproduce un tratto
di ferrovia adriatica a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, quindi in epoca IV, per soddisfare la mia
viscerale nostalgia di quel periodo. Unica licenza concessa, la linea a doppio binario che non rispetta la realtà  dell´epoca.

 
 


Il plastico riproduce una piccola stazione costiera fra due gallerie, che prende spunto da S.VITO MARINA (non piu’ esistente purtroppo), inserita in un paesaggio collinare completo di torrenti in secca. Colori tipici del periodo estivo.

Ho messo in opera svariati elementi paesaggistici che hanno sempre esercitato un certo
fascino, quali: scalo merci, ponti, passaggio a livello, gallerie, strada costiera, un po´ di mare ed altro ancora.

Gli edifici sono in gran parte elaborati da kit Rivarossi, Pola e Kibri, mentre la palificazione e´ di
Linea Model e la catenaria di Sommerfeldt opportunamente modificata e ben tesata, in grado di sostenere la spinta dei pantografi, quindi perfettamente funzionante. Binari e scambi sono PECO codice 100.
I rilievi sono invece ottenuti modellando fogli di polistirolo ricoperti con un impasto di colla vinilica e gesso.
Ho inoltre usato dei colori in polvere per armonizzare le tonalita’ di vegetazione, edifici ecc.


Il plastico e´ stato completato recentemente con l’aggiunta di un’ asta di manovra da circa 3 metri ,
anch’essa riproducente un tratto di linea adriatica con annesso mare e ‘trabucco’, tipica costruzione delle nostre coste.

Lo sviluppo complessivo della linea principale e’ pari a circa 25 metri. Per motivi di ingombro il
plastico si sviluppa lungo le pareti della stanza ed in parte, nel ripostiglio adiacente.

Gli unici tratti a vista sono il piazzale di stazione e l’asta di manovra; tutto il resto e’ nascosto all’interno di mobili, inclusi i cappi di ritorno ed i fasci di ricovero, che accolgono oltre una decina di convogli.
Possibilita’ di manovra: premetto che il sistema e’ analogico, quindi dotato di sezionamenti tradizionali. Il piazzale di stazione e’ isolato dai cappi e puo’ essere alimentato da due trasformatori distinti per effettuare manovre indipendenti sui binari pari e dispari. In condizioni di esercizio normale, si possono richiamare i treni dai fasci di ricovero e farli transitare sul piazzale di stazione o deviarli sui binari di raddoppio per concedere la precedenza.

Normalmente vengono movimentati non piu’ di due treni per volta, per evitare un
eccessivo intasamento della ferrovia che non corrisponderebbe al vero, trattandosi di una stazione
secondaria di transito per la maggioranza dei treni.

 

 

 

 

 

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