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Serbatoio dell'acqua a traliccio di Carlo Mercuri


Dopo alcuni dei miei modelli autocostruiti od elaborati, ho deciso di mostrarvi un "oggettino" particolare con le indicazioni per costruirlo.
Mi sono quindi attivato ed ho attinto al mio "serbatoio" (eh! eh! eh!) piuttosto ben fornito di "lavoretti".
Ho scelto, fra tutti, questo serbatoio particolare, visto che mi sembrava interessante e abbastanza semplice da costruire.
I materiali, per chi volesse cimentarsi nella costruzione, sono i seguenti:
• 1 cisterna Roco o altra simile; 
• 1 tetto a tegole (io ho usato una casina-sorpresina Mulino Bianco); 
• 1 foglietto di balsa sottile per le pareti del casottino; 
• 1 po' di filo telefonico (tendetelo, con un colpetto deciso fra due pinze); 
• 1 tondino di ottone da 1mm. di diametro; 
• 1 pezzetto di zanzariera (per la scaletta e le sbarre alle finestre); 
• 1 porticina avanzata da un qualunque kit; 
• 1 profilatino ad H per i quattro montanti principali; 
• 1 profilatino a T per le sezioni orizzontali; 
• vernice Humbrol n°56.
Ho iniziato tagliando dal profilato a T due sezioni di cm.2,6 e due di cm.1,2. Le ho saldate formando così in rettangolo. Sui lati corti di esso, sulla parte superiore andranno saldate due sezioni da cm.1,2 di profilato ad H sui quali poggerà il serbatoio.
Taglieremo ora quattro sezioni di cm.4 che salderemo sotto gli angoli del rettangolo.
Per dare a questi quattro pezzi la giusta inclinazione, potrete fare una dima di cartoncino a forma di rettangolo di cm. 3,3 x 1,6 di lato, da porre alla base, come riferimento, togliendola dopo aver fatto le saldature.
Abbiamo così la forma di base per continuare.
Esattamente a metà della lunghezza delle gambe del traliccio creeremo l'altro rettangolo, l'ultimo, con due spessori a T da cm.3 per i lati lunghi e due da cm.1,4 per quelli corti. Fatto questo,con il filo telefonico (tesatelo con un colpo secco tra due pinze) creeremo gli incroci tra ogni piano, saldando una sezione per volta, in diagonale. Le foto, fortemente ingrandite, vi aiuteranno se vi fossero dei dubbi. Una volta che questa fase sarà superata daremo un punto di saldatura al centro di ogni incrocio, magari tenendo unite le due diagonali, nel punto in cui salderemo, con le pinzette a molla della "terza mano".
All'incrocio delle diagonali del piano superiore, sui lati lunghi del traliccio, salderemo una sezione di filo telefonico, tra una gamba e l'altra, in orizzontale, che si unirà ai pezzi che ora vi descriverò. Quest'ultimi, sempre di filo telefonico, avranno la forma di una U quadra rovesciata con ogni lato lungo cm.1,3 e serviranno di rinforzo alla base della cisterna, visto che ne ampliano la superficie di sostegno.
La parte più difficile è terminata, ora rimangono da realizzare il tubo che va dal fondo del serbatoio al casottino con un tondino di ottone da mm. 1 di diametro, e il tubo di sfogo sulla bombatura della cisterna, sagomandoli come da foto.
La ringhiera sulla piattaforma e la scaletta d'ispezione sono fatte con della zanzariera tagliata con righello metallico e cutter su del legno.
Non mi dilungo sul casottino, vista la sua semplicità costruttiva. Mi limiterò a darvi le misure di massima, che sono: cm.2 x cm.1,6 x cm.2,2 di altezza al colmo. Esso è fatto di legno di balsa unito con del cianoacrilato ed il tetto è ricavato da quello di una sorpresina del Mulino Bianco, che ha il pregio di riprodurre abbastanza fedelmente il tetto a tegole di tipo italiano.
Chi non lo avesse o non intendesse "sottrarlo" ai propri figlioletti, potrà tranquillamente usare una lastrina Vollmer o di altre marche.
Per le finestre ho usato la stessa zanzariera, incollata all'interno e la porta è di un kit Pola, ma vanno bene anche quelle metalliche per modellismo navale, facili da reperire ed economiche.
Sia il traliccio che il serbatoio sono stati verniciati con Humbrol n°56, il casottino può essere verniciato in ocra o grigio chiaro e poi invecchiato.
Prima di verniciarlo, è utile, per evitare che il legno si imbarchi, plastificare il casottino con cianoacrilato dall'interno.
Per i perfezionisti segnalo che sul lato sinistro delle finestre è posto un cartello con la scritta:

VIETATO
LAVARE
SUL
SERBATOIO 

a caratteri neri su fondo bianco. 
E con questo il nostro modello è finito, e potrà fare bella mostra di sè sul vostro plastico. Potrà essere collocato in prossimità dei caselli, o di "rinforzo" al serbatoio principale nei depositi.
Come curiosità, questo strano serbatoio fu realizzato dal Maestro Arnaldo Pocher nel 1987 in scala H0 ed è la riproduzione di quello esistente nella stazione di Sermide, sulla Suzzara - Ferrara. Appena vidi le foto su Mondo Ferroviario n°11 e n°16 decisi di emulare il Maestro e il risultato fu quello che vedete nelle foto, ci sarò riuscito...?
 
 
 vista dall'alto

 
 
 
 
 
particolare del traliccio
 
 
 
 
 
 
 
 Il casottino in primo piano.
E' fatto in legno sottile di balsa e il tetto è del Mulino Bianco
 
 
 
 
vista dalla parte opposta
 
 
 
 
Il serbatorio durante la lavorazione
 

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